Quali sono i cloni più famosi di Sangiovese?

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Il Sangiovese vanta cloni rinomati come il Sangiovese Grosso (Brunello di Montalcino), base anche del Morellino di Scansano, e il Prugnolo Gentile, impiegato per il Vino Nobile di Montepulciano. Queste varietà presentano caratteristiche distintive che influenzano il profilo sensoriale dei vini risultanti.
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Oltre il Sangiovese: un viaggio tra cloni, terroir e identità

Il Sangiovese, vitigno a bacca rossa per eccellenza del panorama italiano, è un universo complesso e affascinante. Lontano dall'essere un'entità monolitica, si presenta in una miriade di biotipi e cloni, ognuno con peculiarità che si traducono in vini dalle personalità distinte. Se il nome "Sangiovese" evoca immediatamente la Toscana, è importante ricordare che la sua diffusione capillare ha portato a una diversificazione genetica notevole, creando una sorta di mosaico ampelografico.

Tra i cloni più celebri, spiccano senza dubbio il Sangiovese Grosso, meglio conosciuto come Brunello, e il Prugnolo Gentile. Nonostante la frequente (e talvolta erronea) intercambiabilità dei termini, è fondamentale sottolineare le sottili differenze che li contraddistinguono.

Il Sangiovese Grosso, cuore pulsante del Brunello di Montalcino, è caratterizzato da acini di grandi dimensioni, buccia spessa e maturazione tardiva. Queste caratteristiche si traducono in vini potenti, strutturati, ricchi di tannini e con un'eccezionale capacità di invecchiamento. La sua presenza si estende anche oltre i confini di Montalcino, trovando terreno fertile nella Maremma, dove contribuisce in modo significativo alla produzione del Morellino di Scansano, seppur con risultati stilisticamente differenti, influenzati dal diverso terroir e dalle specifiche pratiche enologiche. Parlare di "Morellino" come sinonimo di "Sangiovese Grosso" è quindi una semplificazione che non rende giustizia alla complessità ampelografica. Piuttosto, sarebbe più corretto affermare che il Morellino di Scansano è prodotto anche con il Sangiovese Grosso, accanto ad altri biotipi locali.

Il Prugnolo Gentile, invece, protagonista indiscusso del Vino Nobile di Montepulciano, presenta acini leggermente più piccoli rispetto al Brunello, con una maturazione altrettanto tardiva. I vini che ne derivano sono eleganti, raffinati, con tannini vellutati e un bouquet aromatico intenso e complesso, spesso caratterizzato da note di frutti rossi maturi e spezie dolci. Anche in questo caso, è bene precisare che il Prugnolo Gentile non è un semplice sinonimo di Sangiovese, ma una sua declinazione specifica, plasmata dal terroir unico di Montepulciano.

La confusione terminologica che spesso accompagna questi cloni è comprensibile, data la loro stretta parentela. Tuttavia, ridurre il Sangiovese Grosso e il Prugnolo Gentile a mere denominazioni locali del Sangiovese significa ignorare le sfumature che il terroir e la selezione clonale imprimono su questi vitigni. Ogni clone, infatti, reagisce in modo diverso alle condizioni ambientali, dando vita a vini con profili sensoriali unici e irripetibili. È proprio in questa diversità che risiede la ricchezza e la complessità del Sangiovese, un vitigno che continua ad affascinare e a stupire per la sua inesauribile capacità di espressione.