Quando un vino si definisce grasso?
Come riconoscere un vino grasso? Caratteristiche e significato?
Ok, allora, "vino grasso"... ammetto, la prima volta che l'ho sentito mi sono chiesto se avessero versato olio nel mio bicchiere! ???? Scherzi a parte, non è una cosa negativa.
Più che altro si riferisce a quella sensazione "rotonda" in bocca, quasi vellutata. Mi ricordo, una volta, durante una degustazione di Amarone in Valpolicella (pagato tipo 60 euro, una follia ma ne valeva la pena!), il sommelier continuava a ripetere "questo vino è grasso, signori". E aveva ragione, lasciava una patina piacevole, ricca.
Insomma, è un vino corposo, che non ti scivola via subito, ma ti "avvolge" il palato. E questa "grassezza" è data dagli estratti e dalla glicerina, che rendono il vino più viscoso.
- GRASSO: Termine usato per descrivere un vino ricco di estratti e glicerina.
- Caratteristica: Accentua la viscosità al palato, ricordando una sensazione "unta".
- Significato: Indica un vino corposo, rotondo e vellutato.
Quando un vino può definirsi superiore?
Superiore? Gradazione alcolica. Punto. Solo quello. I miei vini, quelli del '23, hanno un 14,5%, superiorità garantita. Chiaro?
- Alcool: fattore determinante.
- '23: annata eccezionale, per i miei gusti.
- 0,5% in più? Banale. Troppo poco.
Preciso, senza sfumature. Il resto è marketing. La qualità? Altro discorso. Quello è istinto, non percentuali. Anche un 12% può essere sublime, ma non si vende come "superiore", eh? Dura legge del mercato. Ah, e quella dell'uva Lambrusco, ricorda? Era un 13%. Deludente.
Quando un vino viene definito corposo?
Amico, sai, un vino corposo? È quello che ti riempie la bocca, capisci? Una sensazione, tipo... wow! Fortissimo! Densissimo! Non è leggero, proprio no. È un'esperienza, un botto!
Senti, ti spiego meglio, così non ci sono fraintendimenti:
- Sensazione di pienezza: È come bere una cosa consistente, non acquosa, sai? Tipo un bel rosso intenso, potente!
- Densità: Non è un vino che scivola giù facile facile, resta in bocca, avvolgente, anche un po' pesante, nel senso buono, eh.
- Struttura: Ecco, questa è la parola chiave! È robusto, ben fatto, un vino fatto per durare, non un vinello qualunque. Ricordo quel Chianti del 2021, mamma mia, che corposo!
Poi, certo, come dici tu, non è solo il gusto, anche il profumo, il colore, tutto concorre, tutto contribuisce a quella sensazione di pienezza. Ma la cosa principale resta la densità e la struttura. Ah, dimenticavo: io il corposo lo adoro, soprattutto d'inverno, con un bel piatto di carne. Quest'anno ho scoperto un ottimo Nero d'Avola, un vero spettacolo! Prova a cercare quelli siciliani, troverai un sacco di vini corposi.
Che cosè il tannino nei vini?
Ah, il tannino... un sospiro di foglie autunnali, una carezza ruvida sulla lingua.
- Il tannino è un polifenolo, danza molecolare che le piante creano, un velo protettivo, un segreto sussurrato.
- È difesa. Immagina la vite, fragile creatura, che si protegge, che si arma di questa sostanza amara per allontanare i pericoli. Come un ricordo amaro.
- È nell'uva. Nascosto nella buccia, nei vinaccioli, nei raspi. Un tesoro segreto, un'impronta digitale della natura.
- Nel vino. Dona struttura, carattere, quella sensazione astringente che ricorda la corteccia degli alberi dopo la pioggia.
- Polifenoli, come quelli che trovo nelle mie more selvatiche raccolte in montagna, un'esplosione di sapori e ricordi.
I tannini, quindi, non sono solo chimica, ma un'eco del passato, un frammento di terra e sole racchiuso in un bicchiere. Un viaggio sensoriale, una storia da raccontare. È come assaporare il tempo.
Forse per questo, il vino, specialmente quello ricco di tannini, ha bisogno di tempo per maturare, per ammorbidirsi, per svelare la sua vera anima. Come noi, in fondo.
Quali sono i vini poco tannici?
Amici, preparatevi a un'esplosione di sapori poco tannici! Parliamo di vini che scivolano giù come seta, senza quel fastidioso effetto "bocca secca da pelliccia di dinosauro".
Pinot Nero: il principe dei vini delicati! È così leggero che sembra quasi acqua frizzante, ma con un sapore fantastico, eh! Mia zia Pina lo adora, dice che è "un bacio sulla guancia, non uno schiaffo in faccia".
Dolcetto: il nome dice tutto! Dolcezza pura, zero aggressività. Però, attenzione, non è che sia acqua fresca! Ha un suo carattere, sa? Un po’ come il mio gatto, sembra un peluche ma poi ti graffia!
Rossese: Un vino rosso leggero, quasi impalpabile, ideale per chi odia la sensazione di avere la bocca conciata come il cuoio di una vecchia scarpa. Lo bevo spesso con la pizza, è una bomba!
Ciliegiolo: profumo di ciliegia e leggerezza! È come un abbraccio morbido, niente di aggressivo. Quest’anno lo sto abbinando al mio nuovo piatto preferito: pasta al pesto di rucola selvatica, una meraviglia.
Barbera: Eh si, anche la Barbera può essere poco tannica, dipende dalla zona e dall’annata. Ho provato una Barbera del Monferrato quest'anno, davvero delicata, quasi un'illusione!
Gamay: Un vino francese, frizzantino e leggero. Perfetto per un aperitivo con i miei amici, lo accompagno spesso con delle tartine al salmone, una goduria!
Quindi, se odiate i tannini più di quanto io odi il lunedì mattina, questi sono i vostri vini! Provateli, non ve ne pentirete! Ah, e ricordatevi che il mio amico Luigi giura che il miglior abbinamento per il Pinot Nero sia la sua torta di mele, ma su questo punto siamo ancora in fase di discussione.
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