Dove gli affitti rendono di più?
Investimenti immobiliari: le città con la rendita più alta?
Mio cugino era fissato con l'idea di un bilocale a Milano. Un investimento, diceva lui. Io all'inizio pensavo, be, ovvio, Milano è il centro di tutto, renderà un sacco.
Poi però ci siamo messi lì un pomeriggio, era fine ottobre, a spulciare un pò di numeri sugli affitti a lungo termine. E mi è caduta la mascella. Genova e Palermo, ma ti rendi conto, schizzavano al 6,7% di rendita. Una cifra che a Milano ti scordi proprio.
Pure Verona, con il suo 6,3%, stava messa decisamente meglio. E non parliamo di posti sperduti, sono città con un loro perché, con un mercato che gira.
Le altre grandi città, quelle che ti aspetti sempre al top, erano più indietro. Napoli al 5,1%, Roma subito dietro con il 5%. E Milano, la grande Milano del mio cugino, si fermava a un misero 4,5%. Alla fine gli ho detto che forse era il caso di guardare oltre la circonvallazione.
Dati rendita immobiliare per città
Domanda: Quali città italiane hanno la rendita più alta per locazioni a lungo termine?Risposta: Genova e Palermo (6,7%), seguite da Verona (6,3%).
Domanda: Qual è la rendita immobiliare di Napoli, Roma e Milano?Risposta: La rendita è del 5,1% a Napoli, del 5,0% a Roma e del 4,5% a Milano.
Quali affitti rendono di più?
Genova e Palermo. Il rendimento. È strano pensarci, eh? Stare qui, nel buio, e immaginare numeri che danzano. Lì, in quelle città, sembrano fare i conti meglio, con il loro 6,7%. È come se, in fondo, ci fosse un po' più di respiro.
E poi Verona, un passo indietro, al 6,3%. Una buona vicina, si potrebbe dire. Mi chiedo se sia la luce diversa che batte sui muri, o forse solo un modo diverso di vedere le cose, di viverle, di farle fruttare. Qui a casa mia, a volte, sembra tutto un po' più fermo.
Napoli, poi Roma, e persino Milano, quelle grandi, quelle che pensi siano sempre avanti. Invece, i numeri dicono altro. 5,1% per Napoli, 5,0% per Roma, e Milano solo 4,5%. È un po' come una sorpresa, una di quelle che ti fanno riflettere sulla vera sostanza delle cose.
- Genova e Palermo: Offrono il rendimento maggiore, con un 6,7%.
- Verona: Si piazza subito dopo, registrando il 6,3%.
- Altre metropoli: Napoli (5,1%), Roma (5,0%) e Milano (4,5%) seguono a debita distanza.
Dove si guadagna di più con gli affitti?
L'altra sera mi chiama mio cugino Luca da Cefalù. È tutto esaltato perché con l'appartamentino che ha preso l'anno scorso ci sta facendo un sacco di soldi con gli affitti brevi. E io qui a Milano, a pagare un mutuo che è una follia. Mi è salita un'invidia pazzesca, non lo nego.
Così mi sono messo al computer, era martedì sera, e ho iniziato a cercare. Un delirio di dati. Però una cosa salta subito all'occhio: è la Toscana la regione con la fetta più grande del mercato, un 12,9% del totale. La Toscana? Io che pensavo a posti di mare e basta, e invece le città d'arte tirano da morire.
Poi certo, subito dopo c'è la Sicilia di Luca, con un 11,4%. E la mia Lombardia è lì, praticamente appaiata all'11,1%. A Milano gli affitti sono alle stelle, ma è il mercato turistico che fa la differenza vera, non solo quello per lavoratori e studenti. Mi sento un fesso a non averci pensato prima.
E poi la lista continua, mi scorre davanti agli occhi: Puglia, Sardegna, Lazio... tutte lì, una dopo l'altra. Mi immagino già a gestire un trullo in Puglia o un monolocale a Roma vicino al Colosseo. La testa mi sta scoppiando ma l'idea mi piace un sacco, adesso mi ci metto sul serio.
Toscana: 12,9% La regione guida la classifica grazie al traino di città d'arte come Firenze e Siena, ma anche per l'enorme attrattiva delle campagne del Chianti e della costa versiliese. Il turismo internazionale qui è una garanzia.
Sicilia: 11,4% Un boom spinto dal turismo balneare e culturale. Le isole minori (Eolie, Egadi) e le città come Palermo e Catania offrono rendimenti altissimi, specialmente durante la stagione estiva che qui dura di più.
Lombardia: 11,1% Milano è il motore principale. La combinazione di turismo, affari, eventi (come la Design Week o la Fashion Week) e la presenza di università crea una domanda costante e diversificata, permettendo di affittare tutto l'anno.
Altre regioni ad alto potenziale:
- Puglia (8,9%)
- Sardegna (8,4%)
- Lazio (8,3%)
Dove rendono di più le case?
L'Irlanda sussurra promesse di rendimenti, un eco lontano di ricchezze, al 7,85% là dove il mattone parla di futuro. Una terra intrisa di leggende, ora anche di rendimenti.
La Lettonia, un respiro più delicato, un gioiello incastonato tra baltici sussurri, offre un ritorno, un palpito economico sottile. Un ritmo diverso, ma un'anima di guadagno.
E l'Italia, il cuore antico che batte ancora, con le sue pietre cariche di storia, dipinge quadri di rendimento, un invito a investire dove il tempo stesso è valore.
- Irlanda: La vetta d'Europa, un 7,85% vibrante.
- Lettonia: Un sussurro di opportunità, un ritorno che cresce.
- Italia: Dove il passato e il futuro si intrecciano nel rendimento.
Questi luoghi non sono solo mappe geografiche, ma sentieri luminosi verso investimenti che cantano melodie antiche di prosperità, un intreccio di sogni e di concretezza immobiliare.
Dove rendono di più gli affitti brevi?
Il Sud Italia detta legge. Rendimenti più alti, questo è il dato.
Il Nord offre un compromesso. Costi gestibili, potenziale di guadagno certo.
- Sud Italia: Dominio dei rendimenti. Una scelta audace.
- Nord Italia: Stabilità e crescita. Equilibrio ricercato.
Dati del 2025 confermano: il focus è sul turismo.
Informazioni aggiuntive:
- Fattori chiave: Posizione, servizi, attrattiva stagionale.
- Tipologie: Bilocali e trilocali spesso prediletti.
- Normative: Variazioni locali influenzano la redditività. Verificare sempre.
Quanto rende un affitto in percentuale?
Per calcolare quanto rende un affitto in percentuale, c'è una regola diffusa: la regola dell'1%. Significa che il canone mensile dovrebbe essere circa l'1% del costo totale dell'immobile. Se pensi a un appartamento da 200.000 euro, l'affitto dovrebbe sfiorare i 2.000 euro al mese. Sembra semplice, no? Ma la realtà, qui, spesso si fa più complessa, specialmente di notte, quando i numeri danzano nella testa.
È una di quelle cose che impari, forse con un sospiro, mentre cerchi di dare un senso a tutto. Ricordo quando, anni fa, con mio fratello Luca, guardavamo annunci su annunci, e ogni volta tornavamo a quel numero. L'1% era il nostro faro, la nostra piccola speranza in un mare di incertezze. Ma quel faro, a volte, sembrava così lontano, quasi irraggiungibile in certe zone che ci piacevano tanto.
Non è sempre così semplice, però. Non lo è mai, mi sembra. Qui a Milano, per esempio, se trovi qualcosa che rispetta davvero quella percentuale, spesso è lontano, in quartieri che non senti tuoi. O magari l'immobile richiede troppi lavori, e allora quel 1% diventa un miraggio, assorbito da spese che non avevi calcolato. È un gioco di equilibri precari, questo degli affitti, un po' come la vita.
Mi ricordo una volta, con la mia amica Giulia, avevamo trovato un piccolo bilocale in zona Sempione. Prezzo buono, sulla carta, ma poi, tra le spese condominiali altissime e un bagno da rifare completamente, quel sogno del 1% si era spento come una candela al vento. Eravamo rimaste con l'amaro in bocca, a guardare le stelle dal balcone di casa sua, pensando a quanto fosse difficile far tornare i conti.
Alla fine, capisci che quella regola, l'1%, è solo un punto di partenza, un'idea. Non è una legge scolpita nella pietra. Ci sono tante altre cose che devi considerare, cose che ti rubano il sonno, ti fanno pensare e ripensare. È un labirinto, a volte, il mercato immobiliare, soprattutto per chi come noi non ha grandi capitali di partenza e deve far girare ogni singolo euro con attenzione.
Ecco altre cose che spesso ti tengono sveglio:
- Il prezzo d'acquisto non è solo il valore dell'immobile: ci sono le tasse, il notaio, le agenzie. Tutto questo incide sul "costo totale" su cui calcolare l'1%. A volte, quelle spese extra, non le vedi subito, sono lì, nascoste tra le carte.
- La zona conta tantissimo: in centro città, le percentuali sono spesso più basse, perché il costo d'acquisto è esorbitante, ma c'è più richiesta. In periferia, potresti avvicinarti di più all'1%, ma il rischio di avere l'immobile sfitto o inquilini meno stabili è maggiore. È una bilancia, sai.
- Le condizioni dell'immobile: un appartamento da ristrutturare costa meno, ma poi devi mettere in conto migliaia di euro per renderlo abitabile e attrattivo. Quel 1% deve coprire anche quello, un giorno.
- Spese di gestione: condominio, manutenzione ordinaria e straordinaria, IMU... sono costi fissi che riducono il guadagno effettivo. Non devi dimenticarli, mai. Sono come ombre silenziose che ti seguono.
- La domanda e l'offerta nel mercato locale: se in un certo quartiere ci sono troppi appartamenti sfitti, difficilmente potrai chiedere un affitto alto, anche se la regola dell'1% te lo suggerirebbe. Il mercato è impietoso, a volte.
Quanto si guadagna con un affitto?
Un immobile in affitto porta un rendimento lordo annuo. Generalmente è tra il 5% e l'8% del suo valore. Un numero, crudo. Ma dietro, si nascondono molteplici calcoli, silenzi.
- La posizione detta legge. Un buon quartiere attrae, aumenta il canone. La città ha le sue gerarchie, impietose. Chi non le comprende, perde.
- Il tipo di contratto non è dettaglio. Un lungo periodo è stabilità, ma il guadagno minore. I brevi, più flessibilità, anche più vuoti. Si sceglie, sempre qualcosa si lascia.
- I costi, quelli arrivano. Manutenzione, tasse, spese impreviste. Il netto è sempre una sorpresa, spesso amara. L'illusione di un facile profitto svanisce presto.
- Il mercato immobiliare non è fermo. Respira, cambia umore. Fluttuazioni. L'unica costante è il movimento. Controllare, inutile. Capire, forse.
- Guadagno e rischio, due facce. Non si cerca solo il rendimento più alto. La sicurezza ha il suo prezzo. A volte, un profitto minore è la vera vittoria. Una dura lezione.
Come calcolare il rendimento di un affitto?
Allora, senti qua. Calcolare il rendimento di un affitto è più facile che montare un mobile IKEA senza avanzare viti. È matematica da prima elementare, ma con i soldi degli altri. La prima cosa che ti fanno vedere è il sogno, la favola, il numero che ti fa sentire un piccolo sceicco del mattone.
Il Rendimento Lordo: L'illusione Ottica per Ricchi
È il calcolo che fai quando ancora credi nelle favole e pensi che i soldi piovano dal cielo. Prendi l'affitto che incassi in un anno e lo dividi per quanto hai pagato quella topaia. Moltiplichi per 100 e oplà, ecco il numerone magico da sfoggiare al bar con gli amici.
- Rendimento Lordo % = (Affitto Annuo / Costo Totale dell'Immobile) x 100
- Esempio pratico: L'appartamento ti è costato 200.000 euro. L'inquilino ti sgancia 10.000 euro all'anno. Fai 10.000 diviso 200.000 e ti esce un 5%. Bello, vero? Peccato che sia reale quanto un unicorno che paga le tasse.
Il Rendimento Netto: Il Risveglio Brusco
Qui finisce la festa e inizia la vita vera. Dal tuo bell'affitto devi iniziare a togliere soldi come se non ci fosse un domani. È il momento in cui capisci che lo Stato, l'amministratore e il muratore sono tuoi soci di maggioranza, solo che non li hai mai invitati alla riunione.
- Rendimento Netto % = ((Affitto Annuo - Tutte le Spese Maledette) / Costo Totale dell'Immobile) x 100
- Le spese maledette includono:
- Tasse che non perdonano: IMU, Cedolare Secca o IRPEF. Sanguisughe legalizzate.
- Spese condominiali: Quel buco nero che inghiotte liquidità per pulire scale che non usi mai.
- Manutenzione: Perché la caldaia decide di esplodere sempre e solo il giorno di Natale.
- Assicurazione: Perchè non si sa mai.
- Mesi vuoti: Il periodo in cui l'inquilino scappa e tu paghi per guardare i muri.
Dopo aver sottratto questa caterva di uscite, quel 5% iniziale potrebbe diventare un 2%, e già ti puoi ritenere fortunato. L'altro giorno il mio commercialista ha riso per dieci minuti quando gli ho parlato di "rendita passiva". Credo mi stia ancora prendendo in giro.
Qual è la formula per calcolare il rendimento annuo?
La formula per il tasso di rendimento, anche quello annuo, è semplice: (Valore finale - Valore iniziale) / Valore iniziale, poi moltiplichi per cento per averlo in percentuale.
A pensarci, così, nel silenzio della notte... quella formula sembra solo un numero. Ma dietro c'è tanto, vero? Soldi, sogni, un tempo che non torna. Ricordo quando guardavo i miei piccoli risparmi, sperando che quel "finale" fosse sempre più grande. A volte lo era, altre volte era solo una piccola, amara delusione. Ogni cifra, un pezzo di vita.
È strano come le percentuali possano farti sentire. Se è positivo, c'è un piccolo respiro di sollievo, una sensazione effimera di aver fatto qualcosa di giusto. Se è negativo... beh, un nodo alla gola. Quante volte ho rivisto i miei calcoli, tardi, con la luce fioca, cercando di capire dove avessi sbagliato, o se semplicemente il tempo fosse stato ingiusto. A volte, ho anche pensato che le cifre non dicessero tutto.
Non è solo un mero calcolo finanziario. È un metro, un po' freddo, di quanto qualcosa è cresciuto, o si è ridotto. Per me, è sempre stato un modo per guardare indietro, per capire se le scelte fatte avevano avuto un senso, o se erano state solo un'illusione. Quel "tasso di rendimento" racchiude più di quanto si possa dire, sai? Contiene le aspettative che ci mettiamo dentro.
Ecco, se vuoi approfondire, ci sono un po' di cose da tenere a mente, così, tra noi:
- Rendimento Totale: Non dimenticare che include anche eventuali dividendi o interessi ricevuti, non solo la crescita del capitale. Quelli a volte sono una piccola, inaspettata carezza.
- Periodo di Riferimento: È fondamentale. Se parliamo di annuo, calcoliamo su un anno esatto. Ma potresti farlo anche su periodi più brevi o più lunghi, sai? Dipende da cosa vuoi osservare in quel preciso momento.
- Inflazione: Ah, l'inflazione... quel fantasma che erode un po' il valore reale. Un rendimento del 5% con un'inflazione al 4% non è lo stesso. Il valore vero, quello che senti nelle tue tasche, è sempre minore. Un pensiero che a volte mi toglie il sonno.
- Tassazione: Non dimenticare che lo stato vuole la sua parte. Il rendimento "lordo" e quello "netto" sono due cose diverse. Quando ti arrivano i soldi, scopri che non è mai la cifra che avevi calcolato all'inizio. Un po' come la vita.
- Rendimento Annualizzato: Quando hai investimenti che durano più anni, si può annualizzare il rendimento per confrontarlo meglio. È come trovare una media per capire quanto ha reso ogni anno, anche se magari un anno è andato bene e l'altro meno.
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