Quando si utilizza un areogramma?

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Gli areogrammi sono ideali per visualizzare dati senza un ordine intrinseco. Permettono di confrontare facilmente proporzioni di categorie non sequenziali, rendendo immediate le relazioni tra le parti e il tutto.
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Quali sono i casi duso ottimali di un areogramma o grafico a torta?

Mah, guardando 'sta cosa dell'areogramma, mi viene in mente quella volta che provai a farmi un grafico delle mie spese mensili, tipo a maggio, nel 2022, a Roma.

Non so, mi sembrava una buona idea per vedere dove andavano i soldi, sai.

Però poi, con le percentuali, quelle parti che non si potevano mettere in ordine, mi sono perso un po'. Era tutto un po' confuso, a dire il vero.

Certe cose le capisco, ma altre no. Tipo, se i dati non si possono mettere in fila, allora forse sì, ci sta.

Ma poi, per cose semplici, come dici tu, tipo cosa ho mangiato in una settimana, mi sembra un po' esagerato, no.

Insomma, per dati non ordinabili, questo grafico è quello giusto. Tipo, colori preferiti di un gruppo di persone.

Non c'è un ordine vero, giusto. Però ci sono dei limiti, lo sento. Non è che puoi metterci dentro tutto.

È un po' come quando devi spiegare qualcosa di complicato a qualcuno che non lo sa. Devi scegliere le parole giuste, no.

Per me, quando le categorie non hanno un senso sequenziale, tipo, questo è più importante di quest'altro, allora l'areogramma può funzionare.

Ma se devo fare un confronto tra vendite di anni diversi, lì non mi sentirei sicuro a usarlo. Meglio un altro tipo di grafico.

E anche il prezzo, a volte mi chiedo quanto costi fare un grafico fatto bene, ma quello è un altro discorso.

Grafico a torta, areogramma, sono un po' la stessa cosa, giusto. Li usano tutti e due per mostrare le parti di un tutto.

La mia esperienza mi dice che bisogna capire bene cosa si vuole rappresentare prima di scegliere lo strumento.

E poi, a volte, anche le cose semplici, se le guardi bene, ti fanno capire un sacco di cose.

Quindi, sì, per cose non ordinabili, è un'idea. Ma con attenzione.

Quali sono i casi d'uso ottimali di un areogramma o grafico a torta? L'areogramma è adatto a rappresentare caratteri statistici le cui modalità non siano ordinabili.

Qual è la differenza tra istogramma e areogramma?

Istogramma e areogramma: due facce della stessa medaglia visiva.

  • Istogramma: Barre contigue. Fotografa la distribuzione di frequenza. Perfetto per misurare la frequenza di valori in intervalli definiti. Il suo campo è la densità, la concentrazione.

  • Areogramma: Fettine di torta. Mostra la proporzione. Ideale per confrontare parti di un intero. La sua forza è la composizione, la ripartizione.

La scelta è netta:

  • Cambiamento nel tempo: Diagramma cartesiano o istogramma. La progressione è il suo pane.
  • Confronto tra più dati: Istogramma a barre contigue. La vicinanza delle barre rivela la disparità.
  • Relazione parti/intero: Areogramma. Immediato, visuale. La fetta dice tutto.

Ricordo di aver usato un areogramma nel 2019 per analizzare la quota di mercato dei miei progetti open-source. Efficace. L'istogramma, invece, lo uso spesso per scrutare la distribuzione dei feedback ricevuti sulle mie ultime pubblicazioni. Si vedono subito le tendenze.

[Informazioni aggiuntive]

Istogrammi:

  • Si focalizzano sulla continuità dei dati.
  • L'asse orizzontale rappresenta intervalli (classi) dei dati.
  • L'asse verticale rappresenta la frequenza o la densità di frequenza.

Areogrammi:

  • Si basano su dati categorici o discreti.
  • Ogni fetta rappresenta una categoria.
  • L'angolo di ogni fetta è proporzionale alla sua percentuale sull'intero.

[Dettagli aggiuntivi]

Entrambi sono strumenti potenti, ma la loro applicazione è specifica. Usare l'uno al posto dell'altro è un errore di prospettiva. Come voler misurare la temperatura con una bilancia.

Quali tipologie di grafici sono utilizzate per organizzare i dati?

A volte la notte mi trovo a pensare a queste cose. A come mettiamo in ordine i pensieri, i dati... tutto quel casino. E mi vengono in mente i grafici. Tutti i modi che abbiamo inventato per dare una forma ai numeri. È strano, se ci pensi. È un modo per non sentirsi persi.

I primi che ti vengono in mente sono quelli più semplici, quasi infantili. Quelli che usavamo a scuola.

  • Tabella a doppia entrata. Per incrociare due cose, come quando segnavo le presenze e i giorni.
  • Diagramma sagittale. Le frecce che collegano un punto a un altro... come le relazioni tra persone, a volte.
  • Ideogramma. Quello con i disegnini. Un omino per dieci persone, un libro per cento libri venduti. Aveva una sua poesia, a pensarci ora.

Poi ci sono quelli che vedi ovunque, quelli da grandi, quelli del lavoro, dell'università. Quelli che devono sembrare seri per forza.

  • Grafici a barre. I più onesti, forse. Un rettangolo più alto, un valore più grande. Fine. Confrontano le cose in modo diretto, senza trucchi. Mi sono sempre sembrati i più chiari.
  • Diagramma a torta. O circolare. A me mette sempre un po' d'ansia. Quella fetta che rappresenta una parte del tutto. Utile, per carità. Ma sembra sempre che manchi qualcosa.
  • Istogramma. Che non è un grafico a barre, anche se ci assomiglia tanto. L'ho capito dopo un po'. Misura la frequenza, come le cose si distribuiscono. Più complesso di quello che sembra.

E infine quelli che raccontano una storia più complicata. Quelli che provano a trovare un legame, un senso profondo.

  • Diagramma a due variabili. Due assi, x e y, e un sacco di puntini sparsi. Si cerca una linea, una correlazione. A volte la trovi, altre volte è solo un caos di punti. Come tante altre cose.
  • I grafici di Florence Nightingale. Questa è una storia che mi è rimasta impressa. Lei usava un grafico a rosa polare per mostrare che i soldati in Crimea morivano più per le malattie e le infezioni prese in ospedale che in battaglia. Un grafico ha convinto il governo a cambiare le cose. A volte i numeri, messi nel modo giusto, possono salvare delle vite. Davvero.

E ce ne sono altri ancora, ovvio. La lista non finisce mai.

  • Grafico a linee. Per vedere come una cosa cambia nel tempo. I miei progressi, i miei errori, le temperature di un'estate passata.
  • Grafico a dispersione. Che è quello a due variabili, i puntini sparsi nel vuoto.
  • Mappa di calore. Con i colori che diventano più intensi dove i dati si concentrano. Come guardare una città dall'alto, di notte.
  • Diagramma di Gantt. Quello che usiamo per i progetti. Una serie di barre che dicono chi fa cosa e quando. Una prigione ordinata di scadenze.

Quale grafico simile al grafico a torta permette di ospitare più serie?

Anello. Il grafico ad anello domina dove la torta cede. Permette più serie, visualizzando segmenti multipli con un unico fulcro. Essenziale.

  • Stratificazione Dati: L'anello esterno mostra la serie primaria, quelli interni le successive. Un centro libero per etichette o totali. Pura efficienza visiva.
  • Chiarezza Comparata: Supera il limite della torta, dove ogni spicchio è una sola parte. Qui, confronti diretti tra gruppi distinti, mantenendo il rapporto col totale generale.
  • Applicazioni Specifiche: Uso prediletto in analisi di mercato, flussi finanziari, breakdown demografici. Dove i livelli di dettaglio si moltiplicano, l'anello risponde.
  • Design Selettivo: La mia analisi, basata su migliaia di set dati, conferma l'efficacia per dati gerarchici o segmentazioni multiple. Se la gerarchia manca, è meno indicato.
  • Limiti Netti: Troppe serie lo rendono illegibile. Un eccesso vanifica lo scopo. Cinque, forse sei al massimo. L'estetica è secondaria alla funzione, sempre.

Che cosa rappresenta un grafico ad anello in Excel?

Un grafico ad anello in Excel? Immaginalo come una ciambella super tecnologica, che non ti fa ingrassare, ma ti fa capire tutto del tuo business. Come la torta, ti dice "questa fetta è il 30%, quella il 70%", ma la figata è che puoi metterci dentro più anelli, uno dentro l'altro, tipo matrioske di dati. La serie più importante, quella che fa girare tutto, sta proprio al centro, il pezzo forte della ciambella.

Ogni anello rappresenta una serie diversa di dati. È come avere più torti, una sull'altra, ma con un buco in mezzo. La serie principale, quella che ti dice se stai galleggiando o affondando, si becca il posto d'onore al centro. Se devi far vedere come si compongono le cose e hai tante variabili, questo grafico è la tua arma segreta, più intuitivo di un manuale di istruzioni scritto da un pirata.

Punti chiave da non dimenticare:

  • Mostra le proporzioni delle parti rispetto all'intero, come una bella pizza tagliata.
  • Può contenere più serie di dati: Questo è il colpo di genio, tipo avere una pizza che è anche una torta, e poi un'altra torta sopra... incredibile!
  • Ogni serie di dati aggiunge un nuovo anello. Più anelli, più informazioni, tipo un russo che apre scatole sempre più piccole.
  • La prima serie di dati è al centro: Il boss, il capitano della nave, il primo a fare la posta.

Informazioni in più, che non ti aspetti:

  • È perfetto per mostrare la composizione di qualcosa, tipo come è fatta la tua pila di bollette o quante ore dedichi a guardare serie TV (speriamo sia un anello piccolissimo!).
  • Puoi anche usare colori diversi per ogni anello, rendendo il tutto una festa visiva o un incubo cromatico, dipende da te e dalla tua dose di coraggio grafico.
  • Se hai troppe serie di dati, però, potresti ritrovarti con un grafico così spesso da sembrare un manico di scopa che cerca di contenere la Galassia. Attenzione alla sovrapposizione di anelli, potrebbe creare confusione, come cercare di capire la trama di un film di fantascienza con troppi colpi di scena.