Come vestirsi per l'escursione nel deserto?

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Proteggiti dal sole del deserto con abiti leggeri e traspiranti. Colori neutri (beige, kaki, bianco) per freschezza e mimetismo. Pantaloni larghi o gonne lunghe per salvaguardare le gambe. Vesti con saggezza per un'escursione memorabile.
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Cosa indossare per unescursione sicura e confortevole nel deserto?

Per un'escursione nel deserto, ho imparato che vestirsi leggeri è fondamentale. Quelle mie prime uscite, sai, a volte mi presentavo con dei jeans che non ti dico.

I colori chiari tipo beige o un bianco sporco sono ottimi, riflettono il sole e ti fanno sentire meno accaldato. È un po' come il deserto stesso ti sussurra di non attirare l'attenzione del sole.

E poi, i pantaloni lunghi, larghi, possibilmente di cotone o lino, sono una manna dal cielo. Ti proteggono da quel sole che picchia forte e pure dalle spine delle piante che spuntano all'improvviso. Ricordo un giorno, credo fosse a inizio giugno, vicino a Erg Chebbi, ho messo delle gonne lunghe che ho trovato, mi sentivo strana ma ci stavano, e ho avuto meno problemi con la sabbia che volava.

È un po' un modo di essere in sintonia, sai. Ti muovi meglio, ti senti meno oppresso dal caldo e dalle mille insidie che ci sono là fuori.

Come vestirsi per unescursione nel deserto?

Allora, per il deserto... la prima cosa che mi viene in mente è il sole. Cavolo che sole. I colori chiari sono un must. Bianco, beige, kaki. È fisica, riflettono la luce, non la assorbono come il nero che ti trasforma in un forno. La gente se lo dimentica sempre.

Tessuti... cotone leggero, lino. Roba che respira. Niente sintetico che ti fa sudare e appiccicare tutto. Che schifo. Pantaloni lunghi e larghi, mai aderenti. Proteggono dal sole e anche da qualche pianta strana o insetto. L'ho imparato a mie spese nel Wadi Rum, Giordania.

Ma la maglia? Maniche lunghe o corte? Maniche lunghe. Sempre. Sembra un controsenso col caldo ma ti salva dalle scottature. Una camicia leggera, magari di lino, è la cosa migliore. Il sole picchia, ma picchia forte.

Poi ci sono i dettagli, quelli che fanno la differenza tra un'escursione e un incubo.

  • COPRICAPO OBBLIGATORIO. Un cappello a tesa larga è fondamentale. O una kefiah, come fanno i locali. Copre testa, viso e collo. Protezione totale.

  • Occhiali da sole. Con protezione UV, non quelli da bancarella. La luce riflessa dalla sabbia ti acceca.

  • SCARPE CHIUSE DA TREKKING. Niente sandali, mai. La sabbia scotta e entra ovunque. E poi ci sono scorpioni, serpenti. Scarponcini alti alla caviglia sono l'ideale.

  • Calze traspiranti, per evitare vesciche.

  • ABBIGLIAMENTO A STRATI PER LA NOTTE. L'escursione termica è pazzesca. Di giorno muori di caldo, di notte geli. Un pile o una giacca a vento leggera nello zaino sono la salvezza.

Cosa mettere in testa nel deserto?

Per proteggere la testa nel deserto, una sciarpa come una kefiah o un cappello a tesa larga sono fondamentali. Servono per il sole e per la sabbia, soprattutto se vai in quad.

È strano, a volte, come ti tornano in mente certe sensazioni. Il caldo del motore del quad, quella vibrazione. E il sole... un sole che non perdona, quasi bianco. A Sharm, mi avevano dato una di quelle sciarpe, una kefiah. All'inizio mi sentivo soffocare, poi capisci che è la tua unica protezione.

Non solo dal sole, ma dalla sabbia. Quella sabbia fine, fine, che il vento ti butta addosso e ti entra ovunque. Si infila nei pensieri. Diventa il rumore di fondo di tutto. Non l'ho più fatta un'escursione così. Chissà dove è finita quella sciarpa adesso.

Ecco cosa ti serve, sul serio.

  • Copricapo essenziale: Una kefiah o uno shemagh sono la scelta migliore. Li avvolgi attorno a testa e collo e ti salvano da sole, vento e sabbia. Un cappello a tesa larga va bene, ma in quad rischi che voli via. Il mio è volato via.

  • Occhiali da sole avvolgenti: Non bastano quelli normali. Servono per non farti accecare dalla sabbia sollevata dalle ruote. Quelli da sci o da motocross sono perfetti. La sabbia negli occhi è una sensazione che non dimentichi.

  • Vestiti leggeri e lunghi: Sembra un controsenso, ma maniche e pantaloni lunghi, in tessuti traspiranti come il cotone, sono l'unica cosa che ti protegge la pelle dal sole diretto e dalle scottature per sfregamento. Il nero è da evitare, attira un caldo incredibile.

  • Scarpe chiuse e robuste: Mai e poi mai sandali. La sabbia diventa bollente, il motore scotta. Servono scarpe da ginnastica o scarponcini leggeri, per proteggere i piedi e avere presa.

Come vestirsi nel deserto di Oman?

Per il deserto in Oman a dicembre/gennaio: all'alba è necessaria una maglia a maniche lunghe. A Jebel Akhdar, dove le temperature scendono sotto zero, servono una felpa pesante o un piumino.

Allora, per l'Oman a dicembre/gennaio, occhio che non è sempre caldo come uno si immagina eh. Specialmente nel deserto, la mattina presto fa un freddo che non ti aspetti, ma freddo sul serio. Io la prima volta sono uscito in maglietta per vedere l'alba a Wahiba Sands e stavo battendo i denti come un matto. Quindi si, una maglia a maniche lunghe o un pile leggero te lo devi portare per forza.

Portati una felpa o pile leggero per l'alba nel deserto, è fondamentale. Poi appena esce il sole la togli e stai benissimo.

Poi se vai su a Jebel Akhdar, la Montagna Verde, li la storia cambia completamente. Lì non si scherza, di notte la temperatura crolla, ma crolla di brutto. Parliamo che va tranquillamente sottozero. Quindi la felpa pesante non è un consiglio, è obbligatoria. Anzi, io ti direi un piumino leggero, quello da 100 grammi è perfetto, perchè non pesa niente in valigia ma ti salva la vita. Una roba pesante pesante, non una felpetta.

Ti lascio un paio di altre dritte che mi sono venute in mente adesso:

  • Il trucco è vestirsi a cipolla, sempre. Perchè appena esce il sole poi si muore di caldo, quindi ti togli strati e via.
  • Pantaloni lunghi, comodi, magari di quelli tecnici da trekking che si asciugano subito e respirano. No jeans, per carità, cuoci e basta e sono scomodissimi.
  • Scarpe chiuse! O da trekking leggere o anche solo delle sneakers robuste. La sabbia di notte è gelata e di giorno scotta, e poi oh, ci sono bestioline in giro. Meglio stare coperti.
  • Cappello, occhiali da sole e crema solare. Il sole picchia forte anche se l'aria è fresca, non fare il mio stesso errore che sono tornato a casa color peperone.

Che scarpe ci vogliono per andare nel deserto?

Allora, mettiamoci comodi. Per il deserto non puoi presentarti con le scarpe da passeggio della domenica. Faresti la figura del turista che cerca la pizza con l'ananas a Napoli. Un disastro.

Le scarpe sono una questione di vita o di morte, quasi. Servono scarponcini da trekking, alti sulla caviglia. Pensa a loro come all'armatura del tuo piede. Se metti le scarpe da ginnastica con la retina, dopo dieci minuti avrai raccolto più sabbia tu che una clessidra in un anno. Le infradito? Certo, se vuoi che le tue piante dei piedi diventino delle cotolette alla milanese.

E gli occhi? Gli occhi sono il bersaglio preferito della sabbia. Le serve una difesa degna di un fortino. Occhiali da sole a mascherina, di quelli che ti fanno sembrare un incrocio tra un cyborg e uno sciatore professionista. La sabbia si infila ovunque, e una folata di vento te la spara dritta sulle cornee facendoti un peeling non richiesto. Io l'anno scorso nel Wadi Rum ho visto un tizio con gli occhiali da intellettuale, quelli tondi piccoli. Penso stia ancora piangendo granelli.

  • SCARPE DA TREKKING ALTE: Devono stringere la caviglia come l'abbraccio di una nonna preoccupata. Questo per non far entrare quel miliardo di granelli malefici che puntano a crearti un deserto personale dentro la scarpa.
  • SUOLA SERIA: La suola deve essere spessa, tipo carrarmato. Camminerai su sassi che sono stati sotto il sole per secoli, sono praticamente delle piastre per cucinare. Una suola sottile e ti ritrovi con i piedi al cartoccio.
  • OCCHIALI DA SOLE POLARIZZATI E AVVOLGENTI: Non devono lasciare spiragli. Il sole nel deserto non scherza, ti rimbalza addosso da ogni direzione. E le tempeste di sabbia non chiedono permesso, arrivano e basta. Protezione totale, o niente. Io una volta ho provato con delle scarpe da barca in Marocco. Errore colossale. I miei piedi hanno chiesto il divorzio da me. Non fare lo stesso sbaglio.

Come si indossa lo shepag?

Allora, mettiamo che lo shemagh sia tipo uno scialle del deserto, capito? Lo pieghi a metà, una roba che fai un triangolo, come quando eri bambino e ti tagliavi le figure dalla carta. Poi la punta centrale se la metti in fronte, tipo regina del deserto o pirata spaziale, e le due code ti penzolano ai lati come le ali di un pipistrello un po' stanco.

Poi una di queste code, quella che ti ispira di più, la porti su, a coprirti bocca e naso. Immagina di dover parlare con qualcuno a un chilometro di distanza, lei ti protegge dall'aria che sa di polvere e cammello. E la fai passare dietro la testa, che faccia scenografica.

L'altra coda, quella rimasta, invece, te la giri attorno al collo, come una sciarpa da dandy, ma con un po' più di brio. E poi, boom! La blocchi. Puoi farci un nodo stretto come quello di un capitano di vascello o infilare la punta da qualche parte, così sta ferma e non ti rompe le scatole mentre vai in avanscoperta.

Fatti da sapere, mica fuffa:

  • Perché lo Shemagh è il tuo nuovo migliore amico: Non solo ti fa sembrare un figo da copertina di National Geographic, ma ti salva dalla sabbia negli occhi (roba che fa più danni di un meme sbagliato) e dal sole che ti cuoce il cervello. In più, se ti capita di incontrare un principe beduino inaspettato, sei già vestito a tema.
  • Non è solo per i beduini: Pensa a lui come al coltellino svizzero dei tessuti. Puoi usarlo come asciugamano improvvisato, coperta leggera se la notte si fa più fresca del previsto, o persino per raccogliere bacche luminose che ti danno poteri speciali (ok, quest'ultima parte è una mia aggiunta, non garantisco poteri).
  • I colori contano, quasi come un semaforo:
    • Bianco: Simboleggia la purezza, o forse solo che non hai ancora fatto un bagno in una oasi e hai paura di rovinarti il look immacolato.
    • Rosso/Bordeaux: Energia, passione, o semplicemente che hai sbattuto contro un cactus e ti sei fatto un graffio epico.
    • Nero: Mistero, eleganza, o magari ti è finito il detersivo e hai dovuto usare quello nero per il bucato scuro.
    • Verde: Speranza, natura, o che ti sei appena ripreso da un attacco di mal di mare e vedi tutto verde.

Lo shemagh, alla fine, è una tela bianca. Ci fai quello che ti pare, un po' come con la vita. Basta che non ci appicchi sopra una foto dei tuoi meme preferiti, quello sarebbe troppo.