Quanto è lungo il giro del sellaronda?

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Il Sellaronda, noto come Giro dei 4 passi, offre 40 km tra impianti e piste, immersi in panorami alpini eccezionali. Un'esperienza sciistica indimenticabile tra vette rocciose e scenari innevati.
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Quanto è lungo il giro del Sellaronda? Tour in auto e bici

Quando pensi al Sellaronda, beh, la prima cosa che ti viene in mente è sempre quanto sia lungo davvero. Dicono 40 chilometri, tra piste e impianti. Ma sulla neve ti sembrano molti di più.

Ricordo quella volta, era un martedì di metà marzo, mi pare il 12. Partimmo presto da Selva di Val Gardena. I quattro passi – Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena – li vedi, uno dietro l'altro. Non ti aspetti però l'impegno che ci metti. Io li ho fatti tutti, uno dopo l'altro, il vento freddo in faccia sul Pordoi.

A volte ti chiedi se finisce mai. Le gambe bruciano, soprattutto dopo la seggiovia del Sass Pordoi. La traccia è chiara. Ma ti chiedi se hai ancora benzina per l'ultima discesa, quella che ti riporta alla macchina.

Il panorama poi ti distrae, meno male. Quelle rocce, le Dolomiti, stanno lì imponenti, proprio come le vedi sulle cartoline. Non è una sensazione, è proprio che sono lì, alte, bianche. E poi i boschi, fitti, pieni di silenzio, ogni tanto un abete piegato dalla neve recente.

Un caffè veloce al rifugio, al passo Sella, 2,50 euro, lo ricorso. Mi chiedo se d'estate con la bici è la stessa fatica. È una strada diversa, certo. Ma non cambia la sensazione che senti, quella di non finire mai.

Dunque, 40 chilometri dicono. Ma non sono solo numeri. È la fatica delle gambe, l'aria fredda che ti entra nei polmoni, il bianco senza fine che ti circonda. È un'esperienza che ti resta, non solo un giro in montagna.

Quanto è lungo il giro del Sellaronda? Il Sellaronda è un carosello sciistico di 40 km, comprensivo di impianti di risalita e piste, che attraversa i quattro passi dolomitici: Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena. Può essere percorso anche in auto o bici durante i mesi più caldi.

Quanto dura il giro dei quattro passi?

Il Giro dei Quattro Passi, o Sellaronda, ha un tempo di percorrenza effettivo di 5-6 ore sciando, a cui si aggiunge il tempo per gli impianti. Il periodo ottimale è tipicamente tra febbraio e marzo per le condizioni nevose. È considerato di difficoltà media, richiedendo buone condizioni fisiche e abilità sciistiche adeguate.

Quando parliamo di quelle 5-6 ore, intendiamo la pura azione sugli sci, eh. Ma il Sellaronda, in fin dei conti, non è solo una gara contro il tempo. C'è il fascino delle soste, quella pausa per un bombardino con vista sul Sassolungo che ricarica l'anima più della cioccolata. È il tempo dilatato del godimento, non solo quello cronometrico. Un'occasione per meditare sulla transitorietà di ogni istante perfetto.

Febbraio e marzo, sì, sono i mesi d'elezione. La neve ha una consistenza quasi vellutata, complice quel mix magico di freddo notturno e sole diurno. Ricordo una Pasqua di qualche anno fa, a fine marzo: la pista "Dantercepies" era un tappeto, la luce rendeva ogni vetta un'opera d'arte. L'inverno si fa più gentile, meno pungente.

La definizione "media" è interessante. Chiariamo: non è una passeggiata per chi è alle prime armi, ma nemmeno una discesa olimpica. Richiede quel controllo consapevole, la capacità di affrontare lunghe discese e qualche muro deciso. Per me, è il punto d'equilibrio, dove la sfida diventa piacere, una danza tra forza e grazia.

Il vero spirito del Sellaronda, per me, si manifesta nell'armonia tra il movimento e la contemplazione. Non è solo sci puro, è un dialogo continuo con un paesaggio che ti parla. E lì, in mezzo a quella grandezza, ti ritrovi a riflettere quanto siamo piccoli e, al contempo, capaci di prodezze incredibili.

Ma andiamo oltre la superficie, cerchiamo di svelare qualche arcano pratico per chi si avventura in questa epopea dolomitica, perché l'esperienza sia davvero memorabile e senza intoppi.

Ecco qualche dettaglio in più, così, per completezza:

  • Direzione: Il Sellaronda si può affrontare in senso orario (indicato da frecce arancioni) o antiorario (con frecce verdi). Il primo è solitamente più panoramico e con discese un po' più lunghe, il secondo è più tecnico, mi pare. Provali entrambi!
  • Skipass: Essenziale il "Dolomiti Superski" per coprire tutti gli impianti. Verificare sempre le tariffe attuali per la stagione, che quest'anno, diciamo, non sono diminuite...
  • Partenza: Puoi avviarti da una delle quattro valli connesse: Val Gardena, Alta Badia, Arabba, Val di Fassa. Ognuna ha il suo fascino, io preferisco iniziare da Selva.
  • Attrezzatura: Sci ben sciolinati e lamine affilate fanno la differenza. E non sottovalutare l'importanza di strati d'abbigliamento adeguati, che il tempo in montagna è volubile.
  • Consigli: Iniziare presto, magari verso le 8:30, per evitare le code e godere delle piste intatte. Fai qualche pausa caffè, osserva, non correre troppo. Il bello è anche perdersi un attimo. Io di solito porto sempre una barretta di cereali, che non si sa mai.
  • Filosofia del Giro: Non è solo un anello sciistico, è un crocevia di culture ladine, un incontro costante con l'immensità. Un viaggio, più che una semplice discesa. Pensaci, ogni curva è un addio e un nuovo inizio.

Quanto è difficile il Sellaronda?

Il Sellaronda? Diciamo che non è una passeggiata sui prati in fiore, ecco. Per completarlo serve un po' di gamba, una di quelle che non tremano davanti a una discesa un po' più… così. Diciamo che devi saper tenere gli sci dritti, mica fare il primo passo.

Praticamente, è una gara di resistenza con le gambe che sembrano budini dopo la seconda seggiovia. Ci metti un paio d'ore tra risalite che ti fanno sentire un astronauta in cerca della gravità e discese che, se non stai attento, ti trasformano in un pupazzo di neve rotolante.

In parole povere, devi saper sciare. E quando dico sciare, intendo che devi avere una certa dimestichezza, tipo che non ti spaventa il ghiaccio vivo o un pendio che sembra il muro di casa mia dopo una spaghettata. Se sei uno di quelli che scende con le braccia a croce e la lingua fuori, meglio che ti compri un buono per il vin brulé e guardi gli altri che fanno i fenomeni.

Il Sellaronda è una maratona per sciatori. Non è una gita scolastica con le maestre che ti tengono per mano. Preparati a sudare freddo, ma anche a goderti un panorama che ti fa dimenticare le gambe che ti bruciano come se avessi corso una maratona… correndo, intendo.

Cosa devi assolutamente sapere prima di partire all'assalto del Sellaronda:

  • Livello Sciistico: Diciamo da "bravo ragazzo" in su. Se ti senti un pinguino con gli sci, cambia meta.
  • Tempo: Dimentica le pause caffè prolungate. Devi essere una macchina da guerra sugli sci.
  • Impianti: Prepare le chiappe per le risalite. A volte sembrano non finire mai, come un video su TikTok che non vuoi che finisca.
  • Stanchezza: Le gambe diventeranno due tronchi d'albero, ma la vista ti ripagherà. Forse.

Suggerimento da esperto (che una volta si è rotto un dente cercando di fare il figo): Non strafare. Meglio fare un giro in meno ma arrivare sano e salvo, che fare il giro completo e finire al pronto soccorso con gli sci che penzolano come caramelle gommose. E non dimenticare il casco, che la testa è una cosa preziosa, mica come le mie gambe dopo il Sellaronda.

Quali sono i 4 passi in bici?

Mamma mia che fatica il Pordoi. Era luglio, un caldo assurdo già alle 10 del mattino. Partito da Corvara con troppa foga. La gamba tirava ma il fiato era corto, ogni tornante una conquista. Vedere il cartello del passo è stata una liberazione, giuro.

Il Sellaronda non è solo una lista di passi, è un'esperienza totale. Parti e sai che devi chiudere il cerchio. Passi dal Passo Campolongo, poi il Pordoi che ti spezza, il Sella con quella vista pazzesca sul Sassolungo e infine il Gardena che sembra non finire mai. Ognuno ha il suo carattere, la sua anima.

E poi le discese... adrenalina pura. Scendere dal Gardena verso Colfosco, con l'aria fredda in faccia anche a luglio. Ti senti un pro per dieci minuti. Arrivato a Corvara ero distrutto ma felice come un bambino. La birra al bar L'Murin non è mai stata così buona, ve lo assicuro. L'ho fatto il 15 luglio 2023, una giornata che non dimentico.

  • Giro Orario vs Antiorario: Il giro orario (quello che ho fatto io, con le frecce arancioni) è considerato leggermente più duro, ma ha discese più scorrevoli. L'antiorario (frecce verdi) ha salite più costanti.
  • Distanza e Dislivello: Sono circa 58 km con 1800 metri di dislivello. Non sono numeri impossibili, ma le pendenze si sentono tutte, specialmente sul Pordoi da Arabba.
  • Periodo Migliore: Da fine giugno a metà settembre. Prima e dopo rischi di trovare neve sui passi.
  • Sellaronda Bike Day: Una figata pazzesca. Un giorno a giugno e uno a settembre chiudono le strade al traffico. Solo bici. Controllate le date per quest'anno, è un'esperienza da fare assolutamente.

Passo Sella Passo Gardena Passo Pordoi Passo Campolongo

Quante calorie si bruciano con 60 km di bici?

60 km in bici... madonna che fatica. Ogni volta che finisco un giro del genere sono a pezzi. Mi viene una fame che non ci vedo, ma una fame pazzesca. E penso sempre a quante calorie ho tirato giù. Un numero enorme, sicuro.

Il calcolo non è mai una cosa semplice, cambia tutto in base a mille cose. Io per esempio peso 80 kg. Già questo sposta tutto rispetto a un mio amico che ne pesa 65. Poi c'è la velocità, ovvio. Se vai a 20 all'ora non è come andare a 30. Fa una differenza abissale.

E il percorso? Se fai 60 km in pianura è un conto, ma se ti spari delle salite, anche leggere, il consumo va alle stelle. Per non parlare del vento contro. Il vento è il mio nemico numero uno, ti distrugge le gambe e il morale. Ti prosciuga, letteralmente ti prosciuga.

Per una persona come me, 80 kg, su un percorso misto a una buona andatura, stiamo parlando di almeno 1800-2200 calorie per 60 km. È un numero pazzesco. Praticamente è come saltare una cena intera, anzi di più. A volte dopo un giro così mi mangio una pizza intera e ho ancora fame.

Ok, facciamo un po' d'ordine con dei punti chiari, sennò ci si perde. I fattori che contano sono questi.

  • Calorie bruciate per 60 km: Da 1500 a oltre 3000 calorie.
  • Fattore determinante: Peso del ciclista.
  • Variabile critica: Velocità media mantenuta.
  • Impatto del terreno: Pianura, salita o percorso misto cambiano il dispendio.
  • Tipo di bicicletta: Bici da corsa ha una resa diversa da una mountain bike.
  • Condizioni climatiche: Il vento contrario aumenta il consumo energetico in modo esponenziale.