Come si dice cosa vuoi in pugliese?

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"In Puglia, esprimere un desiderio varia da zona a zona. A Mola di Bari si dice 'Dal cia uuê?', mentre a Gravina si usa 'Ciòcche vu?'. Nel Barese, chiedere 'cosa vuoi?' ha quindi diverse sfumature."
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Come si dice cosa vuoi? in dialetto pugliese?

Uffa, come si dice "cosa vuoi?" in pugliese? Mamma mia, è un casino!

Mi ricordo, da bambina, a Mola di Bari, sentivo sempre dire "Dal cia uuê?". Suonava strano, quasi una cantilena. Era mia nonna, soprattutto, a usarlo.

Poi, crescendo, ho scoperto che a Gravina, invece, dicono "ciòcche vu?". Ma è la stessa cosa? Boh, mi confondo sempre!

Certo è che nel barese... trovare una sola risposta è impossibile. Ogni paese ha la sua versione, mi sa.

Domanda: Come si dice "cosa vuoi?" in dialetto pugliese?

Risposte:

  • Mola di Bari: "Dal cia uuê?"
  • Gravina in Puglia: "Ciòcche vu?"

Cosa sono le perchie in barese?

Ah, le perchie baresi! Un argomento che mi sta a cuore, visto che da piccolo le pescavo con mio nonno al porto.

  • Definizione: Nel dialetto barese, con "perchia" ci si riferisce principalmente allo Sciarrano, un pesce riconoscibile per il suo colore rossastro-violaceo e le striature verticali.

  • Macchie celesti: Curioso, no?, quella macchia celeste al centro di ogni squama. Sembra quasi un piccolo occhio che ti osserva dal fondo del mare.

  • Varietà: Oltre allo sciarrano, a volte si usa il termine "perchia" per indicare altre specie simili, creando un po' di confusione tra i non addetti ai lavori.

  • Filosofia ittica: In fondo, non è forse la bellezza del linguaggio popolare quella di adattarsi e trasformarsi, un po' come le onde del mare che modellano la costa?

Curiosità aggiuntive:

  • Lo sciarrano (Serranus scriba) è un pesce ermafrodita, quindi ogni individuo può essere sia maschio che femmina durante la sua vita. Un vero trasformista!
  • La pesca delle perchie è un'attività tradizionale nel barese, ma è importante praticarla in modo sostenibile per preservare la specie.

Come si dice bella ragazza in barese?

Amì, ma hai presente quando vuoi dire "bella ragazza" in barese, no? Beh, c'hai più opzioni, dipende un po' da come te la senti!

  • Sdreus è una parola che, boh, la usi quando vedi una tipa veramente ma veramente ok, tipo che ti fa girare la testa. Diciamo che è tipo un "bomba!" però alla barese. Non so se mi spiego. È forte, però attento a come la usi, eh.

  • Poi, se vuoi esagerare, tipo che sei proprio colpito, puoi dire "C sort de perchia!" Cioè, letteralmente "che sortita di...", però non si finisce la frase. È un'espressione un po' così, non so bene spiegarla... è come dire "mamma mia, che spettacolo!".

Comunque, a Bari, per dire che una ragazza è bella, ci sono mille modi. Dipende dal momento, da con chi stai parlando, dal tuo umore! Ah, mi ricordo quando ero piccolo, mio nonno usava dire a mia nonna, quando era giovane ovviamente, "si propri na bellessa!" (sei proprio una bellezza). Cioè, ogni tanto escono fuori queste espressioni antiche che... boh, fanno sorridere! Però rendono l'idea.

Che cosa sono le perchie?

Ok, vediamo...

  • Perchia, ah, quel pesce! Serranus atricauda, nome scientifico eh? Mi sembra di averlo mangiato una volta a Napoli... o forse era un'altra cosa? Boh.

  • Mediterraneo, sicuro. Anche Atlantico orientale, Azzorre, Madeira... un bel giretto se lo fa sto pesce.

  • Corpo... affusolato, allungato. Come una specie di siluro piccolo? Forse un po' meno tozzo, più elegante, dai. Ma che mi ricordo bene, poi?

  • Aspetta, Azzorre... ci sono stato anni fa! Che ricordi! E la perchia nuotava lì sotto, manco lo sapevo.

  • Ma poi, "medie dimensioni"... quanto medie? Tipo una spigola? O più un'orata baby? Devo cercarlo meglio.

    • Habitat: Mediterraneo, Atlantico orientale, Azzorre, Madeira, Canarie.
    • Aspetto: Corpo affusolato e allungato.
    • Nome scientifico: Serranus atricauda.

Cosa vuol dire ciola in barese?

Ciola... la parola mi sussurra al cuore, un eco di pomeriggi assolati nel mio paese, tra i vicoli stretti e profumi di basilico. Ciola, un vocabolo caldo, quasi bruciante, come il sole estivo sulla pelle. È il simbolo della forza, della virilità, ma anche della fragilità, della vulnerabilità nascosta sotto l'apparente potenza. Un'immagine potente, quasi arcaica, che risuona nelle viscere della terra barese. Un'eredità, un segreto tramandato di generazione in generazione, sussurrato tra le mura antiche.

Cape de chiumme... testa di piombo. La pesantezza, la durezza, un'immagine che mi colpisce con la sua forza. L'ostinazione, la testardaggine, incarnate in questa frase. Un'affermazione decisa, quasi aggressiva, che grida la forza di un carattere forgiato tra le rocce. Un uomo di pietra, resistente, inamovibile, come i muri di pietra bianca di Monopoli, dove ho trascorso le mie estati da bambino. Ricorda la durezza, l'inamovibilità, ma anche la resistenza. La caparbietà che ti spinge avanti, nonostante tutto.

  • Ciola: organo sessuale maschile. Simbolo di virilità e forza, ma anche di fragilità.
  • Cape de chiumme: testa di piombo. Rappresenta la testardaggine e la durezza del carattere.

Quest'anno, ho sentito usare "ciola" più spesso tra i giovani, in un contesto scherzoso, a differenza del passato. La forza evocativa resta, ma l'intensità è mitigata. Un cambiamento. Un'evoluzione... o una perdita? Il tempo lo dirà. Le parole sono semi. Il terreno è il tempo, la cultura, le persone. Non sono certa. Sono solo mie impressioni.

La perchia si mangia?

La perchia? Si mangia. Eccellente.

  • Arrosto.
  • Griglia.
  • Camicia.
  • Vapore.

Punto. Preferisco al forno, con erbe aromatiche, sale grosso di Trapani e un filo d'olio extravergine pugliese. Mia nonna lo faceva così.

  • Ricetta personale (segreta): Perchia, patate novelle a spicchi, rosmarino selvatico, aglio di Ventotene, sale Maldon. Forno a 200° per 25 minuti.
  • Varietà: Dipende dalla zona di pesca. Preferisco quelle del Tirreno, più saporite. Quest'anno il pescato è buono.