Come si chiama il grafico tondo?

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Il grafico tondo, noto anche come diagramma a torta o grafico a settori, visualizza dati come proporzioni di un tutto, ideale per comprendere la composizione e confrontare le singole parti.
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Grafico tondo: qual è il suo nome tecnico? Grafico a torta?

Q: Qual è il nome tecnico del grafico tondo?A: Si chiama diagramma a torta o grafico a torta. È una rappresentazione che mostra i dati come fette, ognuna indicante una percentuale o proporzione del totale. Utile per visualizzare la composizione di un insieme. A volte viene chiamato anche grafico a settori.

Quando sento dire "grafico tondo", mi viene un sorriso, sai? È così... diretto. Tutti capiscono subito cosa intendi, anche se il nome tecnico è un pochino più elegante. Io, devo dire, la prima volta che l'ho visto in un libro di testo di economia, non so, era diciamo terza superiore, ottobre 2005, a scuola a Milano, pensai subito a una pizza divisa tra amici. Immaginavo le fette, chi ne aveva di più, chi meno.

Quella semplicità, quella immediata visualizzazione, mi colpì.

Ricordo benissimo un progetto universitario, verso fine marzo 2011, dovevamo analizzare il budget di una piccola startup. Avevamo raccolto tutti i dati di spesa, affitto ufficio, stipendi, costi di marketing, e metterli su un foglio solo era un pasticcio. Poi qualcuno propose: "Ma facciamo un bel grafico a torta". E lì, vidi subito che il 60% andava agli stipendi, il resto si divideva.

Fu chiaro, senza troppi numeri da leggere.

M'aiutò a capire al volo dove andavano i soldi, più di qualsiasi tabella. Non è solo per i bilanci, eh. Penso anche a quando leggo i risultati di un sondaggio, o vedo i dati di mercato. Se è ben fatto, con i colori giusti, capisci subito quale fetta è la più grande, cosa domina, cosa è marginale. È un modo di vedere le proporzioni che per me funziona.

È immediato, quasi intuitivo.

Certo, a volte le fette piccole piccole sono un po' un problema, si confondono. Ma per mostrare un quadro generale, la composizione di qualcosa, non c'è quasi paragone. Lo usiamo pure a casa, sai? Quando decidiamo come dividere i compiti domestici, senza fare un vero grafico, ne parliamo immaginandolo. "Chi fa di più?" "Ma dai, tu fai il 70%!" È una cosa che entra proprio nel linguaggio comune.

Un modo semplice per capire il tutto.

Come si chiama il grafico rotondo?

Quel cerchio, sì, quel tondo che ci appare, si chiama areogramma. Un nome che risuona, quasi un sussurro lontano. È la forma stessa del mondo che gira, delle ore che sfumano, un istante catturato nel tempo, disegnato con mano leggera, eppure così potente nel suo silenzio, che ci parla di totalità.

Lo chiamo spesso, nel mio cuore, il grafico a torta, come una festa silente di dati, ogni fetta un pezzo di quel grande mistero che chiamiamo insieme. Le percentuali danzano, si svelano, una danza lenta che racconta storie, storie di ciò che è stato, di quello che sentiamo e scegliamo, un respiro unico.

Ricordo i giorni di scuola, gli occhi stanchi sui quaderni, mentre la maestra spiegava come il tutto si divide in parti. Un fascino antico, il dividere e il riunire, come le stelle che si raggruppano in costellazioni, pur restando ognuna una luce sola. Io amavo disegnarli, quei cerchi, con un compasso imperfetto, cercando l'equilibrio.

È una rappresentazione, questo nostro areogramma, un abbraccio circolare. Mostra i risultati di un'indagine, un'eco di voci raccolte, di pensieri sussurrati, trasmutati in aree proporzionali. Ogni settore, una percentuale, un frammento di un universo condiviso, sospeso nell'aria immobile.

Eppure, dietro quella sua forma familiare, si nascondono altre verità, altri nomi, altre sfumature che dipingono il quadro.

  • Sinonimo comune: Spesso si usa la dolce espressione "grafico a torta", un nome che evoca convivialità e divisione equa, o quasi, in ogni porzione.
  • Scopo primario: Rende visibile, con un solo sguardo, la distribuzione proporzionale di categorie rispetto al totale, un dipinto di relazioni in quel tondo spazio.
  • Dati gestiti: È ideale per dati categorici, quando si vuole mostrare come le parti compongono un intero, come gocce nell'oceano, ciascuna importante per il tutto che forma.
  • Limiti da sapere: Non eccelle con troppe categorie, perché le fette diventano troppo sottili, un labirinto di colori indistinguibili. Meglio per poche, chiare realtà da osservare.
  • Evoluzione del cerchio: Può essere anche tridimensionale, per dare una sensazione di profondità, quasi un globo che si svela, ma la sua essenza rimane il rapporto tra le parti.

Come si chiama il grafico circolare?

Si chiama areogramma. O, più comunemente, diagramma a torta.

È una rappresentazione. Un cerchio diviso, ogni settore un dato proporzionale al totale. Così si visualizzano le parti di un insieme. Nulla di più, nulla di meno. La proporzione, a volte, è l'unica verità che conta.

Ulteriori punti:

  • Scopo: Mostrare le parti che compongono un intero. Ogni fetta, una porzione del tutto. Semplice, meccanico.
  • Limiti: Inutile con troppi elementi. Difficile distinguere piccole differenze. L'occhio umano, dopo tutto, è fallace.
  • Alternative: Grafici a barre spesso più chiari per confronti diretti. Ogni strumento ha la sua cecità.
  • Origine: Florence Nightingale ne fece uso. Per la mortalità. I numeri parlano, anche quelli dei morti.
  • Generazione: Ogni software d'ufficio li crea. Excel, Fogli Google. Una routine, quasi un riflesso.
  • Un'ultima cosa: Mio nonno, lui, preferiva sempre i numeri in colonna. Più onesti, diceva. Meno illusioni.

Cosè un diagramma a settori circolari?

Un cerchio. Un universo intero, fermo nel tempo. Ogni cosa al suo posto. È un tutto, un cerchio perfetto che contiene ogni frammento di una storia, di un istante.

Poi lo tagli. Lo dividi in spicchi, come il tempo si divide in ore, come la vita si divide in scelte. Ogni fetta è una parte di quel tutto, un colore, un'emozione, una risposta. Non è solo un grafico, è è una mappa dell'anima di un momento.

Questo è un diagramma a settori circolari. Un modo per guardare le proporzioni, per sentire il peso di una parte rispetto all'altra. Più grande è lo spicchio, più forte è la sua voce in quel coro di dati, in quel cerchio che che contiene tutto.

Ho usato questo tipo di grafico per catalogare i miei vinili, per genere musicale. Rock, jazz, un piccolo spicchio di classica... ogni spicchio una storia, un suono che riempie una stanza silenziosa.

  • Un diagramma a settori circolari (o diagramma a torta) è una rappresentazione grafica circolare divisa in spicchi, o settori.
  • Utilizzato principalmente per visualizzare dati qualitativi, dove ogni categoria corrisponde a un settore.
  • Mostra la proporzione di ciascuna categoria rispetto al totale, l'insieme che rappresenta il 100%.
  • L'ampiezza di ogni settore è direttamente proporzionale alla frequenza relativa della categoria che rappresenta.

Come si fa a calcolare lareogramma?

Ah, l'areogramma, sì. Allora, senti, è più facile di quanto sembri.

  • Devi prendere l'angolo giro, quello che fa 360 gradi, capisci? E lo dividi per cento. Un numero piccolissimo.

  • Poi, prendi la percentuale che ti interessa, quella che vuoi rappresentare con una fetta, e moltiplichi quel numero piccolissimo che avevi trovato prima. Ecco, ti dà l'ampiezza della fetta. Facilissimo, eh? Non c'è niente di complicato.

  • Immagina, se hai il 25% di qualcosa, prendi quel risultato della divisione per cento e lo moltiplichi per 25. Ti viene fuori l'angolo giusto per quella fetta dell'areogramma.

  • Una volta che fai questo per tutte le percentuali, hai il tuo grafico circolare bello pronto. Tutto chiaro.

Aggiungo una cosa, che mi era venuta in mente.

  • Questa cosa si usa un sacco per mostrare le proporzioni, tipo per capire quante persone preferiscono una cosa rispetto a un'altra, o come sono divisi i costi di qualcosa. Tipo il budget di casa mia, ogni tanto mi piace vedere dove vanno i soldi, per capire meglio.

  • Se devi farlo a mano, ti servono un compasso, un righello e un goniometro, ovvio. Altrimenti, con i computer è un attimo, basta mettere i dati e ti fa tutto lui. La mia nipote Caterina lo fa con un programma, lei è un genio col computer.

  • Ricordo che una volta ho provato a fare un areogramma per le mie collezioni di francobolli, per vedere quali paesi erano più rappresentati. Ci ho messo un po', ma alla fine è venuto un bel lavoro. Mi piaceva vedere la fetta più grande, quella della Germania, sapete.

Come fare un grafico torta?

Allora, vuoi trasformare quel mucchio di numeri noiosi in una gloriosa, coloratissima torta? Una roba che pure tua nonna capirebbe al volo. Lascia perdere le istruzioni da manuale per ingegneri nucleari. Si fa così, in modo semplice, che più semplice si muore.

Prima di tutto, per fare un grafico a torta devi avere i dati, non è che te lo inventi. Mettili in due belle colonne, tipo "Cosa ho mangiato" e "Quante volte".

  • Seleziona i tuoi dati. Prendili tutti, categorie e numeri, come se stessi acchiappando farfalle con un retino. Non lasciare indietro nulla, sennò il grafico esce monco e fa una figura barbina.

  • Vai su Inserisci > Grafici. Lì vedrai un'icona tonda, che assomiglia sospettosamente a una torta. Cliccaci sopra senza paura, non esplode. Scegli il tipo di torta che ti ispira di più, 2D, 3D, quello che ti pare.

  • Ecco fatto. Appare la magia. Il tuo grafico è pronto. Ora puoi personalizzarlo fino a farlo diventare un'opera d'arte degna del Louvre. Cambia colori, aggiungi etichette con le percentuali, fai quello che vuoi.

Adesso, la chicca per far credere a tutti che sei un mago di Excel. Hai presente quando hai una fetta gigante e poi tante fettine minuscole che non si capisce niente? Un disastro, sembra il pavimento dopo una festa di coriandoli.

Lì devi sfoderare l'arma segreta: il grafico Torta della torta o Barre della torta. Praticamente, il programma prende tutte le briciole inutili, le somma e te le mostra in un secondo grafico a fianco, più piccolo. Una roba da professionisti veri. L'altro giorno ho fatto un grafico sulle scuse più usate per non andare in palestra, e con questa funzione ho fatto un figurone.

Consigli non richiesti ma che ti salveranno la vita:

  • Non più di 6 fette. Se hai più categorie, la tua torta sembrerà una pizza capricciosa venuta male. Diventa illeggibile e la gente inizierà a odiarti. Usa un grafico a barre, è meglio.

  • Colori sensati, per favore. Evita abbinamenti da incubo come il fucsia con il verde vomito. Usa una palette di colori decente, che la gente deve guardarlo, non subirlo.

  • Scrivi cosa rappresentano le fette! Metti le etichette con i nomi e le percentuali. Un grafico a torta senza etichette è utile come un phon nel deserto. Nessuno capirà cosa stai mostrando.

Come mettere percentuali su grafico a torta Excel?

Un cerchio di dati, un tempo che si chiude su se stesso. Ogni spicchio, un frammento di vita, un ricordo sospeso in un colore. I numeri sono lì, nascosti, aspettano solo una voce per essere raccontati, per diventare percentuali, per dare un peso a ogni singolo pezzo di questo intero. Un intero che è la mia vita, le mie spese, i miei sogni.

Un tocco, un clic destro del mouse, proprio lì, sulle etichette che fluttuano nello spazio bianco del foglio. Un piccolo gesto per aprire un mondo. E dal menu che appare, come un sussurro, scegli "Formato etichette dati". È lì che si cela la magia, la possibilità di dare un senso a quelle forme mute, a quelle fette di esistenza.

Si apre una finestra, uno spazio laterale che è quasi un portale. Non devi scrivere codici arcani, non più. Devi solo cercare con gli occhi, tra le opzioni, quella parola semplice e potente: Percentuale. Metti una spunta. E all'improvviso, i numeri fioriscono. Appaiono, luminosi, su ogni spicchio. 15%, 42%, 3%... frammenti di un tutto.

Ecco come fare, passo dopo passo, come se seguissi una mappa stellare.

  • Come mostrare percentuali su grafico a torta: Fai clic con il tasto destro del mouse su uno qualsiasi degli spicchi del grafico.
  • Seleziona la voce Formato etichette dati… dal menu che appare.
  • Nel pannello laterale che si apre, sotto "Opzioni etichetta", spunta la casella Percentuale.
  • Se desideri vedere solo la percentuale, e nient'altro, togli la spunta dalla casella "Valore".

Puoi spostarle, quelle cifre. Trascinarle fuori dallo spicchio, come un pensiero che si allontana dal suo centro, o lasciarle dentro, al cuore della memoria. Ricordo di averlo fatto per il mio viaggio a Lisbona, l'anno scorso. Il 30% per il cibo, il 20% per i voli... ogni numero era il sapore di un pastel de nata, il suono di un fado che saliva da una via stretta dell'Alfama. Ogni numero, un istante. E tutto era lì, in quel cerchio.