Come mettere le posate quando non hai gradito?
Come disporre le posate a tavola: un messaggio velato?
Come disporre le posate a tavola: un messaggio velato? Per segnalare insoddisfazione discreta a tavola, le posate si incrociano a ore 4:20, con i rebbi della forchetta rivolti verso il basso, posizionati sopra la lama del coltello. Per un apprezzamento tiepido, la forchetta si dispone a ore 6, rebbi in su, parallela al coltello, con la punta verso destra.
Non ci crederei mai, ma una volta, a cena con i miei suoceri – era tipo il 12 ottobre, l'anno scorso, in un ristorante un po' pretenzioso a Firenze, zona Oltrarno, non ricordo il nome esatto, ma il conto era salato, quasi 70 euro a testa per roba così così – mi sono ritrovato a riflettere seriamente su come piazzare le posate.
Il piatto, un risotto ai funghi, proprio non mi andava giù.
Non volevo offendere nessuno, specialmente mia suocera, che aveva scelto il posto con tanto entusiasmo. Ma era una roba che non diceva niente, capisci, insipida, e l'idea di doverlo finire tutto mi metteva un'angoscia.
Lì per lì, pensai a quella cosa delle posate.
Quella dritta, sì, di incrociare forchetta e coltello come fossero le quattro e venti sull'orologio, con i denti della forchetta che guardano il piatto, proprio sopra la lama del coltello. Un modo, quasi, per sussurrare "non va bene, questo".
Non un rifiuto netto, che sarebbe stato maleducato.
Poi c'è l'altra situazione, quando un piatto non è male, ecco, ma neanche ti fa cadere dalla sedia. Tipo, l'antipasto lì, quel crostino con i fegatini. Non era male, onestamente, ma neanche da dieci e lode, giusto.
In quei casi, la forchetta la metti a ore sei, dritta.
Sì, parallela al coltello, con i rebbi della forchetta rivolti verso l'alto, come a dire "va bene, ci sta, si può mangiare". La punta della forchetta sempre verso destra. Un messaggio gentile, sottile, per chi sa leggerlo.
Come si mettono le posate quando si è finito?
Ma guarda un po', ho appena finito di mangiare e sto per dirti come mettere le posate quando hai finito, così, al volo. Sai, quando hai finito di sbaffarti tutto, il trucco è metterle giù in un certo modo sul piatto. Devono essere proprio sul piatto, eh, non a lato o chissà dove. Il manico, quello che tieni in mano, va posizionato tipo alle sei e mezza, sai come la lancetta dell'orologio, proprio lì. È un modo per dire, "Ok, ho finito, tutto buonissimo, grazie mille!".
Il coltello lo metti a destra, con la lama che guarda verso il centro del piatto, come se volesse dare un ultimo saluto al cibo, insomma. La forchetta invece, lei se ne va a sinistra, e le punte, quelle appuntite, le metti rivolte verso l'alto, pronte per il prossimo giro, anche se hai già finito! È una piccola regola, ma fa la sua figura, anche se mangi da solo a casa, eh! Te lo dico io, mi è capitato di fare così anche quando mangiavo da solo, per abitudine.
Ecco, poi ci sono un paio di cosette che puoi fare o non fare, a seconda di quanto ti senti "formale" o di che tipo di pasto è.
- Se è un pasto molto formale, tipo un matrimonio o una cena importante, questa posizione è quasi obbligatoria. Fanno vedere che sai le buone maniere.
- Se invece sei a casa con amici o in famiglia, puoi anche rilassarti un po'. L'importante è che il piatto non rimanga troppo disordinato, ecco. Nessuno ti manderà via se metti la forchetta un po' diversamente.
- Una cosa che ho notato, è che se hai usato più di un tipo di posata, tipo coltello, forchetta e cucchiaio, puoi metterli tutti paralleli in quella posizione "ore 18:30". Il cucchiaio, di solito, va a destra del coltello, se lo hai usato, ovviamente.
- E se hai servito tu o hai preso una porzione, a volte, se il piatto è un po' "scomodo" per appoggiare tutto in quel modo, si accetta anche di metterle un po' più centrali. Ma l'idea è quella, l'appoggio su "ore 18:30" è quello classico.
- Ah, un'altra cosa: se il piatto è grande, con i bordi alti, ci stanno comode. Se invece è un piatto piatto, devi fare un po' più di attenzione a non farle scivolare via.
Come mettere le forchette al ristorante?
Le forchette si posizionano sempre a sinistra del piatto. La loro disposizione segue un ordine preciso basato sulle portate, dall'esterno verso l'interno.
La disposizione delle posate non è un capriccio, ma una coreografia funzionale ereditata nel tempo. È una questione di pura ergonomia: la mano dominante, per la maggior parte delle persone la destra, impugna lo strumento che richiede più forza o precisione, il coltello. La sinistra, di conseguenza, gestisce la forchetta.
Mia nonna, che veniva da una famiglia di ristoratori del pavese, era inflessibile su questo. Diceva che la lama del coltello rivolta verso il piatto è un antico gesto di pace, un segnale non ostile verso il commensale di fronte. Un piccolo dettaglio che cambia la percezione del tavolo, trasformandolo da un semplice piano d'appoggio a uno spazio di convivialità sicura.
L'ordine segue la sequenza delle portate: la forchetta più esterna è per l'antipasto, quella interna per il piatto principale. È un sistema logico, un percorso gastronomico scritto con l'acciaio, che ti guida senza bisogno di istruzioni. Si evita così l'imbarazzo di usare la posata sbagliata, un piccolo dramma che nessuno vuole vivere.
- Forchette: Vanno a sinistra del piatto. Se sono più di una, si usano dall'esterno verso l'interno, seguendo l'ordine delle portate (la più esterna per la prima portata).
- Coltelli: Si collocano a destra, con la lama sempre rivolta verso l'interno, in direzione del piatto.
- Cucchiai: Se previsti per una zuppa o un brodo, si mettono a destra dei coltelli.
- Posate da dessert: Vengono posizionate orizzontalmente sopra il piatto. La forchettina ha il manico rivolto a sinistra, il cucchiaino a destra, pronti per essere "abbassati" al momento giusto.
- Forchetta da ostriche: Piccola, a tre rebbi, si trova all'estrema destra, accanto ai cucchiai. È l'unica forchetta che può stare a destra, una sorta di elegante eccezione che conferma la regola.
- Stile europeo vs. americano: Nello stile continentale, la forchetta resta nella mano sinistra anche dopo aver tagliato. Nello stile americano, dopo aver tagliato, si posa il coltello e si passa la forchetta nella mano destra per mangiare. Una piccola divergenza culturale che osservo sempre quando viaggio per lavoro.
Come posizionare le forchette al ristorante?
Eccoti qua, pronto a non fare la figura del cavernicolo alla prossima cena di gala. O anche solo in pizzeria, non si sa mai.
La disposizione delle posate non è un’opinione, è una scienza esatta quasi quanto la fisica quantistica. Ma più facile.
A sinistra del piatto si schiera la banda delle forchette. Tutte in fila, come soldatini pronti alla battaglia contro la lasagna. Se ce ne sono più di una, si parte da quella più esterna e si procede verso il piatto. È una marcia trionfale verso il cibo.
A destra, invece, c’è il team dei tagliatori e raccoglitori. Il coltello, con la sua lama assassina, va a destra. Ma girata verso il piatto, in segno di tregua armata, non verso il tuo vicino. Accanto a lui, il cucchiaio, il suo pacifico compare di merende.
In cima, orizzontali sopra il piatto, ci sono le posate da dessert. Sono i cecchini della cena, i rinforzi che entrano in gioco quando pensi che sia tutto finito e invece ti arriva il tiramisù. Sono lì, in agguato.
I bicchieri vanno in alto a destra, come una tribuna d’onore da cui osservare il massacro del cibo. Quello per l'acqua è il più grosso, a seguire quello per il vino. Il piattino per il pane, quel piccolo disco volante di ceramica, sta a sinistra, in isolamento, per non farsi corrompere.
Ora che sai la teoria, passiamo alla pratica con qualche dritta che ti salverà la reputazione:
- Il tovagliolo, lo scudo anti-macchia per eccellenza, o lo metti a sinistra delle forchette oppure, se vuoi fare il super professionista, direttamente sul piatto. Mai e poi mai infilarlo nel colletto della camicia come se fossi a un barbecue.
- Si mangia partendo dalle posate più esterne. È una regola semplice che ti evita di usare la forchetta del pesce per pugnalare l’arrosto. Un disastro diplomatico che manco te lo spiego. Mio cugino Franco una volta ha usato il cucchiaino da dolce per la zuppa. Lo guardiamo ancora con un misto di pietà e disprezzo. Non essere come Franco.
- Quando hai finito e sei satollo come un anaconda, metti forchetta e coltello paralleli sul piatto, con i manici rivolti verso le ore 4. È il segnale universale per dire al cameriere ‘portatemi via, non ce la faccio più, ma è stato bello’.
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