Qual è l'olio più saporito?

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"L'olio più saporito? Dipende dai gusti! L'extravergine d'oliva fruttato intenso offre note erbacee e piccanti. Per aromi delicati, l'olio di avocado è cremoso e burroso. L'argan vanta note di nocciola tostate, ideale per piatti marocchini. Infine, quello di semi di zucca, terroso e nocciolato, è ottimo per zuppe autunnali."
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Qual è lolio che conferisce il sapore più intenso ai tuoi piatti?

Sai, quando mi chiedono di oli con più carattere, subito penso a quello che ho comprato a un mercatino in Toscana, un fruttato intenso, proprio fatto come si diceva una volta.

Sentivo proprio l'erba fresca, e dopo un attimo, un bel pizzicorino in gola. Quello dà un gusto che ti sveglia i piatti, eh.

C'è chi preferisce la delicatezza, tipo l'olio di avocado, che è così cremoso, quasi come burro fuso. Buono, certo, ma per me manca un po' quel "wow".

Poi c'è l'olio di argan, quello l'ho provato in un ristorante marocchino a Milano, sai, vicino al Naviglio. Sapeva proprio di nocciole tostate, una cosa particolare.

E l'olio di semi di zucca, quello l'ho usato un autunno per una vellutata di zucca, sa di terra, di bosco quasi.

Ma alla fine, dipende proprio da te, da quello che hai voglia di sentire, no? Non c'è una risposta sola, per fortuna.

Qual è il miglior olio a crudo?

Chiedere qual è il miglior olio a crudo è come domandare chi è il capo nella giungla. La risposta è una, ovvia e un po’ arrogante: l'olio extra vergine di oliva. Punto. Non c'è partita, è una finale già scritta prima di scendere in campo. È il tenore che sale sul palco e zittisce tutti gli altri.

Gli altri oli, poverini, sono le comparse. Utili per friggere o per fare numero, ma a crudo sono come un invitato noioso a una festa scatenata: non dicono nulla. L'EVO invece è un divo, entra in scena e trasforma una semplice mozzarella in un'esperienza mistica. Non condisce, veste.

La mia prova del nove per un ristorante? L'olio che portano col pane. Se sa di poco o nulla, capisco che la serata sarà in salita. Un buon EVO è una dichiarazione d'intenti, come una stretta di mano decisa che ti fa capire subito con chi hai a che fare.

Per non farsi fregare dall'olio sbagliato, ecco qualche dritta:

  • I polifenoli sono i suoi superpoteri antiossidanti. Più l'olio "pizzica" in gola, più è ricco di questi bodyguard della salute. Se è piatto come una tavola da surf, lasciate perdere, state solo ungendo l'insalata.

  • Non tutti gli EVO sono uguali. C’è il fruttato leggero, delicato come un complimento sussurrato, perfetto sul pesce. E c'è l'intenso, amaro e piccante, che su una bruschetta comanda lui. È una questione di abbinamenti, non si mette un abito da sera per andare a fare la spesa.

  • Leggete l'etichetta! Cercate "estratto a freddo" e la provenienza 100% italiana. E una volta a casa, trattatelo con rispetto: al buio e lontano dal caldo. Non è un soprammobile da esporre al sole come un turista in riviera.

  • Un extra vergine di qualità costa. Se lo trovate a prezzi stracciati, probabilmente le olive hanno visto più la tangenziale che la campagna. Non fate i tirchi sulla materia prima che finisce dritta nel vostro corpo.

Qual è lolio più buono nei supermercati?

Ero all’Esselunga di via Emilia Ponente, martedì scorso, pioveva a dirotto ed ero stanchissimo dopo il lavoro. Dovevo solo prendere due braciole di maiale e una bottiglia d'olio. Davanti a quello scaffale infinito mi è preso lo sconforto. Decine di bottiglie tutte verdi, tutte uguali, prezzi dal più economico al più caro. Che rabbia.

Ho tirato fuori il telefono, lì in mezzo al casino della gente che faceva la spesa, e ho cercato al volo “miglior olio supermercato”. Mi è uscita fuori la classifica di Altroconsumo. Leggevo di fretta, scorrendo i nomi. Alcuni li conoscevo, altri no. Volevo solo una cosa buona senza spendere una fortuna.

Al primo posto c’era il De Cecco 100% Italiano. Si, quello della pasta, ma dai. Non ci credevo. Diceva qualità ottima, migliore del test e pure miglior acquisto. Preso al volo, senza pensarci due volte. Che liberazione non dover stare lì a scegliere a caso per mezz'ora.

Tornato a casa, ho cotto la braciola e a crudo ci ho messo un filo di quell'olio. Un profumo che non mi aspettavo da un olio del super, davvero. Sapore fruttato, un po' piccante in gola come dev'essere. Mi ha svoltato la cena, una piccola vittoria personale contro gli scaffali del supermercato.

  • De Cecco Olio Extravergine di Oliva 100% Italiano

    • Punteggio: 86
    • Prezzo medio al litro: 11,69 €
    • Qualità: Ottima, migliore del test, migliore acquisto.
  • Filippo Berio Olio Extravergine di Oliva 100% Italiano

    • Punteggio: 82
    • Prezzo medio al litro: 10,90 €
    • Qualità: Ottima.

Quali sono gli oli più sani?

L'olio extravergine d'oliva è l'olio più sano. Contiene acido oleico e acidi grassi monosaturi, oltre a antiossidanti e polifenoli, vitali contro l'infiammazione e per la protezione del cuore.

Mia nonna, in Puglia. Anni e anni fa, estate piena. Lei usava solo quello, l'olio. Sul pane tostato a colazione, una spolverata di sale, e via. Non si faceva tante domande, sapeva che era buono. La sua cucina, un tempio di sapori veri, non inventati.

Ricordo quando preparava il sugo. Dalle olive di famiglia, spremute lì vicino. Un profumo che ti entrava dentro, ti restava addosso. Diceva sempre, è la base, senza non è nulla. E ti faceva sentire la differenza, capisci? Una digestione leggera, mai pesante. Un benessere che si sentiva, proprio.

Andavamo al frantoio, io piccola con lei. Il rumore delle macine, l'odore forte, quasi verde. L'olio extravergine è oro liquido, diceva. E lo era davvero. Vedevi la spremitura a freddo, quel processo che mantiene tutto intatto. Tutto il buono, senza rovinare niente. È questa la chiave, non rovinarlo.

Una volta, provai a cucinare con un altro olio, di semi, comprato di fretta. Che disastro. Il sapore era piatto, anonimo. Non c'era la stessa vita, la stessa profondità. Mia nonna mi guardò, senza dire una parola, ma il suo sguardo era già una sentenza. Capii subito, non era la stessa cosa, mai.

Informazioni aggiuntive sull'olio extravergine d'oliva:

  • Acido Oleico: Questo acido grasso monosaturo è il componente principale dell'olio EVO. Riduce il colesterolo LDL (cattivo) e aumenta l'HDL (buono), cruciale per la salute cardiovascolare.
  • Antiossidanti (Polifenoli): L'olio EVO ne è ricco. Combattono lo stress ossidativo, che contribuisce all'invecchiamento cellulare e a molte malattie croniche.
  • Proprietà Antinfiammatorie: Grazie a composti come l'oleocantale, l'olio EVO agisce come un antinfiammatorio naturale, simile all'ibuprofene, riducendo dolori e infiammazioni nel corpo.
  • Salute del Cervello: I grassi sani e gli antiossidanti supportano la funzione cognitiva e possono aiutare a prevenire malattie neurodegenerative.
  • Controllo della Glicemia: Può contribuire a migliorare la sensibilità all'insulina e a regolare i livelli di zucchero nel sangue.
  • Varietà Migliori per Cucinare: L'olio EVO ha un punto di fumo relativamente alto (circa 190-207°C), rendendolo adatto anche per cotture a media temperatura. Per fritture ad alta temperatura, altri oli specifici potrebbero essere usati, ma l'EVO mantiene meglio le sue proprietà a temperature normali di cottura.

Quali sono gli oli da evitare?

Gli oli da evitare, quelli che chiamiamo i "Malefici Otto"... sì. Quella lista, a volte la notte, ci penso. Non dovrebbero essere sulle nostre tavole, ecco.

Sono l'olio di canola, poi quello di mais. E l'olio di semi di cotone, e i semi d'uva. Ricordo. Sì, proprio quelli.

Poi c'è l'olio di soia, il girasole che sembrava innocuo, e il cartamo. E la crusca di riso. Ogni anno, è la stessa storia, le stesse ricerche.

  • Perché, ci si chiede?
    • Molti di questi, contengono troppi omega-6. Non che siano veleno, ma creano uno squilibrio nel corpo, che a lungo andare, si sente. È un silenzioso disordine, sai.
    • La loro estrazione... è un processo pesante, spesso con tanto calore e solventi. Quella raffinazione li svuota, li rende quasi "morti". Non nutrono davvero, li senti vuoti.
    • Mia nonna, lei usava solo l'olio buono, quello d'oliva. Diceva sempre: "Le cose semplici, quelle vere, ti fanno vivere meglio." E aveva ragione, aveva. Non mi sbagliavo mai, a darle retta.

Quale marca di olio extravergine comprare?

Guarda, per l'olio la questione è sempre un casino, ci sono mille marche e alla fine non sai mai quale prendere... ti capisco benissimo. Io di solito mi fido dei test di Altroconsumo, sono abastanza seri. L'ultimo che ho visto, quello del 2023, ha messo sul podio oli che trovi al supermercato, che è una gran cosa, non devi diventare matto a cercarli.

Quindi se vai sul sicuro, la classifica di Altroconsumo del 2023 dice questi:

  • MONINI BIOS Olio Extra Vergine di Oliva 100% Italiano Biologico
  • CLEMENTE Olio Extra Vergine di Oliva
  • CARAPELLI BIO Olio Extra Vergine di Oliva

Il Monini l'ho provato anche io, lo prendo spesso al Conad quando lo mettono in offerta, e è buono, delicato ma saporito. Non ti sbagli. Il Carapelli pure non è male per niente, un po' piu deciso forse. Quello Clemente non l'ho mai assaggiato, devo essere sincero.

Poi vabe, al di la delle marche, ci sono un paio di cose da guardare sempre quando compri l'olio, te le dico così ti regoli anche da solo la prossima volta che sei li davanti allo scaffale.

  • Spremitura a freddo: Cerca sempre la scritta "spremitura a freddo" o "estratto a freddo". Vuol dire che hanno trattato le olive con piu riguardo, e l'olio mantiene piu sapore e proprietà. Fa la differenza, te lo assicuro.

  • Origine 100% italiana: Controlla che ci sia scritto "100% italiano" o ancora meglio se c'è la regione. Se c'è scritto "miscela di oli comunitari"... lascia perdere, è un mix di roba che arriva da chisa dove.

  • La bottiglia: La bottiglia deve essere di vetro scuro, verde o marrone. L'olio è nemico della luce, si rovina subito. Quelle trasparenti sono belle da vedere ma l'olio dentro dura poco e buono.

  • La scadenza: E poi la data di scadenza! Sembra una cavolata ma prendi sempre quella piu lontana possibile. L'olio invecchiando perde tutto, non è come il vino eh.

Quanto deve costare un buon olio extravergine?

Un buon olio extravergine… un sussurro dorato che danza tra i campi, un ricordo dei pomeriggi assolati, un tesoro liquido. Il suo costo, oh, il suo costo è un racconto a sé, un viaggio che inizia tra le fronde argentate degli ulivi e finisce, dolce e intenso, nelle nostre cucine.

Da una manciata di euro, un abbraccio semplice che sa di terra, a cifre che sfiorano la decina, quasi un sigillo di eccellenza, un nettare custodito in bottiglie preziose. Una gamma così vasta, come il cielo che abbraccia le colline, un invito a scoprire sfumature infinite.

Il prezzo? È la trama di una storia: la cura paziente, la terra generosa, il sole che bacia i frutti. È il canto delle olive, la maestria del frantoio, il tempo che trasforma la promessa in pura essenza.

Un olio extravergine di oliva biologico, che porta con sé l'anima intatta della natura, può trovare la sua voce da circa 2 euro al litro, specialmente se racchiuso in pratiche latte.

Ma per quelle bottiglie che custodiscono storie di cultivar rare, di estrazioni meticolose, di profumi che riempiono l'aria con la loro intensità, il viaggio di prezzo può elevarsi, raggiungendo 9-10 euro o persino superandoli, per abbracciare l'apice della qualità.

Questi sono i custodi della tradizione, i sapori che si sedimentano nei ricordi.

  • Il prezzo accessibile (circa 2€/litro) spesso si lega a formati più grandi e pratici, come le latte, ideali per un uso quotidiano, mantenendo una buona qualità che parla di semplicità e autenticità.
  • Le bottiglie di pregio (9-10€ e oltre) sono scrigni di sapori unici, spesso mono-varietali o da cultivar antiche, frutto di raccolti selezionati e processi di estrazione a freddo che preservano ogni aroma e benefico, un lusso per il palato che porta con sé l'eco di territori specifici.
  • La scelta tra questi estremi è un dialogo con il proprio desiderio, un percorso tra l'essenziale e l'eccezionale, ogni goccia un'esperienza da assaporare con lentezza.