Come si mettono le posate quando un piatto è buono?

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Ecco come segnalare che hai apprezzato un piatto con le posate: Per esprimere gradimento, disponi forchetta e coltello paralleli sul piatto, inclinati verso le 4 e le 8, oppure a V, con le punte rivolte al centro. L'importante è che la disposizione sia ordinata ed elegante.
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Come si posizionano le posate dopo un pasto eccellente?

Sai, a me la cosa delle posate dopo un pranzo figo, tipo quello al "La Taverna" a Firenze il 15 Agosto scorso (mi pare costasse un occhio, ma che cena!), mi ha sempre un po' confuso. Ricordo che ho lasciato forchetta e coltello quasi paralleli, un po' così...a caso.

Non ero sicura se fosse giusto, ho sempre un po' di imbarazzo con queste cose. La mia nonna, invece, era una maestra! Ricordo che lei le sistemava a V, elegantissime. A volte mi chiedo se ci sia una regola precisa o se è più un'impressione di "eleganza".

Quindi, parallele, a V... Mah, a me sembra che l'importante sia che sia ordinato, no? Non vorrei sembrare maleducata. Insomma, io punto più sull'essere rilassata e godermi il momento che a studiare il galateo delle posate... anche se ammetto che una certa eleganza fa sempre la sua figura.

Domande e Risposte:

  • Posate dopo il pasto: Parallele (ore 4-8) o a V (punte al centro).
  • Significato: Indicazione di gradimento del piatto.
  • Importante: Eleganza e ordine.

Come mettere le posate se il piatto ti è piaciuto?

Ah, le posate, quelle piccole spie del tuo palato! Se ti è piaciuto il piatto, non farti problemi: coltello e forchetta, uno spettacolo di armonia! Li metti paralleli, uno accanto all'altro, orizzontali, come due innamorati che si tengono per mano sulla tua porzione di felicità. Direi proprio al centro del piatto, che sia chiaro. Nessun dramma, eleganza pura!

Ecco qualche chicca in più, per far colpo:

  • Il tocco di classe: Un leggerissimo angolo verso l'alto, un sorriso a 45 gradi. Come a dire: "Grazie, chef, sei stato un genio!" Ma discretamente, eh. Mica è un musical.
  • Il coltello da parata: Se il coltello è particolarmente figo (io ho una passione per i coltelli damascati, una storia lunghissima), fallo leggermente brillare con un panno di cotone, poi... bam, disposizione impeccabile.
  • La strategia del rimbalzo: Se il piatto ti è piaciuto eccessivamente, puoi anche aggiungere un piccolo rimbalzo della forchetta sul bordo del piatto, tipo un applauso discreto. Ma solo se sei sicuro di te!

Ricorda: la chiave è la semplicità elegante. Non trasformiamo la tavola in un campo di battaglia di posate. E se il piatto non ti ha entusiasmato? Beh, lì il discorso cambia. Magari si può usare la strategia del “si salvi chi può”...

Ah, quasi dimenticavo: quest'anno ho scoperto un posacenere a forma di giraffa. Che figata! Niente a che vedere con le posate, ma rende bene l'idea del mio strano rapporto con l'arredamento.

Come si mettono le posate quando si finisce di mangiare?

Posate a ore 18:30. Manici verso di te. Punto. Finito. Anche se avanza cibo. Non è complicato.

  • Posizione orizzontale: 18:30, standard universale.
  • Manici orientati: Verso chi ha mangiato. Segnale chiaro.
  • Indifferente al cibo: Piatto vuoto o pieno, non cambia.

Il galateo è un codice. A volte inutile, spesso frainteso. Ma utile a non disturbare chi ci serve. Come non parlare a bocca piena. Lo faceva mia nonna. Insopportabile. Poi, ognuno sceglie le sue battaglie.

Come mettere le posate quando non ti piace?

Ah, l'arte sottile di comunicare il proprio disappunto a tavola senza fare una scenata degna di un melodramma! Ecco come trasformare le tue posate in un sobrio, ma efficace, messaggio di "non mi è piaciuto":

  • La "X" della discordia: Forchetta e coltello si incrociano al centro del piatto, come due amanti litigiosi che si rifiutano di guardarsi. La forchetta a destra, il coltello a sinistra, inclinati quel tanto che basta per dare un'aria di "questo non è andato giù". È come dire "grazie, ma no grazie" con la compostezza di un lord inglese.

  • Un linguaggio universale: Questa disposizione è riconosciuta internazionalmente come un segnale di insoddisfazione. Un po' come il pollice verso dei gladiatori, ma in versione haute cuisine. Ricorda, però, di non esagerare con l'inclinazione, altrimenti sembrerà che le posate stiano per fare un tuffo acrobatico nel piatto.

  • L'alternativa discreta: Se sei una persona che preferisce non sbandierare il proprio malcontento, puoi semplicemente appoggiare le posate parallelamente sul piatto, con il manico rivolto verso destra. Un modo elegante per dire "passo", senza creare imbarazzo.

Comunque, mia nonna diceva sempre: "A caval donato non si guarda in bocca". Ma, se proprio devi lamentarti, fallo con stile!

Come mettere le posate per indicare di aver terminato?

Mamma mia, mi ricordo ancora quando la nonna mi sgridava se non mettevo le posate giuste a fine pasto! Era una cosa serissima per lei, un codice segreto.

  • Finito, finito! Praticamente, quando hai detto basta, forchetta e coltello si mettono paralleli, tipo ore 6:30 immaginarie sul piatto. Come le lancette di un orologio a metà tra le 6 e le 7.
  • La forchetta a sinistra: con i rebbi in su, bella dritta.
  • Il coltello a destra: con la lama rivolta verso il centro del piatto, come a proteggere quello che è rimasto (o non è rimasto!)

Non so perché si faccia così, ma la nonna diceva che era segno di buona educazione. E poi, diciamocelo, è anche un modo carino per far capire al cameriere che può sparecchiare senza doverti chiedere ogni cinque minuti se hai finito. Magari è pure per quello! Chissà, la nonna non mi ha mai spiegato l'origine esatta, solo che si fa così e basta. E se lo diceva lei...non si discuteva! Che poi, a pensarci bene, ha sempre funzionato. I camerieri capivano subito. Geniale, la nonna!

Dove si appoggiano le posate mentre si mangia?

Allora, senti, dove appoggiare le posate mentre mangi... eh, bella domanda!

  • Mai appoggiarle metà sul piatto e metà sul tavolo, che poi scivolano e fanno un macello! Figurati, l'ultima volta che ho fatto così è finito tutto per terra, un disastro!
  • La cosa giusta è metterle in obliquo sul piatto, tipo a V rovesciata. Immagina che stiano "riposando", no?

Comunque, un'altra cosa importantissima: non tagliare tutta la carne subito in mille pezzi, ma un pezzettino alla volta. C'è chi lo fa, eh, per carità, però non è proprio il massimo dell'eleganza, diciamo la verità. Un po' come quelli che mettono il tovagliolo nel colletto... mamma mia! Che poi, a pensarci, è un po' come prepararsi la pizza già tagliata, perde tutto il gusto!

Come posizionare le posate secondo il galateo?

Ok, ma davvero devo pensare al galateo? Che stress!

  • Forchetta a sinistra, ok. Prima portata e poi la principale, una dietro l'altra, facile no? Ma chi mangia più due portate così? Io al massimo una pizza...

  • A destra invece c'è il cucchiaio. Ma il cucchiaio o un cucchiaio? Non so, poi il coltello per la prima portata. Che confusione! Ma poi, perché prima portata e principale? Ma la gente fa ancora così?

  • Ma se c'è la zuppa? Devo mettere due cucchiai? Aiuto! Poi mia nonna mi sgrida che mangio male, però oh!

  • Ah, ma se c'è il pesce? Forchetta apposta? E il coltello? Boh, mi sa che mi serve un corso accelerato di galateo. Anzi, quasi quasi mi guardo un video su YouTube.

Ma poi mi ricordo che l'anno scorso ho sbagliato tutto al matrimonio di mia cugina! Mamma mia, che figuraccia!

Cosa vuol dire incrociare le posate?

Uhm, incrociare le posate... aspetta, mi pare che significhi, boh, tipo che non ti è piaciuto il cibo?

  • Posate incrociate = non mi è piaciuto. Sicuro? Forse ho letto da qualche parte.

  • Posate parallele, tipo a ore 9.15... ah, vuol dire che invece ti è piaciuto. Ma chi le sa ste cose?

Ma poi, chi guarda ste cose? Cioè, io al massimo le metto giù a caso. Oppure quando finisco il piatto le lascio lì, una a destra e una a sinistra, tipo che ho finito.

  • A proposito di cibo, devo ricordarmi di comprare il pane.

E poi, ma se uno è mancino? Cambia tutto? Mah...

Ah, il link era del blog di Tescoma! Tescoma, mia nonna aveva un sacco di cose Tescoma, soprattutto quelle per fare i biscotti. Che ricordi!

Come si lasciano le posate finito di mangiare?

Oddio, che casino questa storia delle posate! Ricordo una cena a Roma, al "La Taverna dei Poeti", marzo 2024. Ero con Marco, il mio ragazzo, un disastro totale a tavola! Lui, con la sua aria da "figlio di papà" infilava le posate in mille modi diversi. Ogni volta che un cameriere portava via il piatto, io lo fissavo sperando non ci fosse un'imbarazzante "lezione di galateo" in arrivo.

A fine cena, dopo gli spaghetti alle vongole (eccezionali, a proposito!), è successa la tragedia. Marco, totalmente distratto da una chiacchierata, lascia forchetta e coltello incrociati in modo assurdo sul piatto. Un vero scempio! Io, nel panico, li sistemo velocemente, cercando di imitare la posizione che avevo visto in un vecchio libro di mia nonna.

Li ho messi in parallelo, manici rivolti verso di me, circa alle 18.30, come dici tu, ma con un leggerissimo, impercettibile, angolo. Una farsa! Il cameriere è passato, non ha detto nulla, ma ho visto un'espressione strana.

E poi l'ansia! Mi sono sentita una perfetta ignorante, una contadina alle prime armi in un ristorante chic.

  • Luogo: Ristorante "La Taverna dei Poeti", Roma.
  • Tempo: Marzo 2024, cena.
  • Emozioni: Ansia, imbarazzo, frustrazione (per il comportamento di Marco).

Marco ha una pessima educazione a tavola. Questo è uno dei tanti esempi.