Cosa si mangia a Pasqua come tradizione?

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A Pasqua, trionfa la tradizione gastronomica regionale! Dal prosciutto crudo al cotto, passando per lombetto, salame, soppressata, capocollo e porchetta: un ricco ventaglio di salumi accompagna la colazione pasquale. Insieme a queste prelibatezze, la dolcezza della torta al formaggio o della torta al testo. Un'esplosione di sapori che varia da regione a regione!
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Quali sono i piatti tradizionali di Pasqua?

Uff, Pasqua e piatti tradizionali... un casino! Ogni volta è la stessa storia, mia nonna (che è umbra, di Foligno per la precisione) insiste col lombetto. Io, sinceramente, preferisco di gran lunga il prosciutto crudo, quello buono, tagliato a mano. Mi ricordo che una volta a Norcia, ho comprato una coscia intera a... boh, forse 150 euro? Non ricordo bene, era tipo 3 anni fa.

Poi, ovviamente, c'è la torta al formaggio. Quella è sacra, un must. Mia madre la fa con una ricetta segretissima, tramandata da generazioni. E niente, la mangiamo a colazione, insieme agli affettati. Che poi, a pensarci bene, è una scorpacciata mica da ridere. Però a Pasqua si può, no?

Ah, quasi dimenticavo! Qui in Umbria, qualcuno mangia anche la torta al testo. Io non sono impazzito, sinceramente. Ma de gustibus... come si dice.

Domanda: Quali sono i piatti tradizionali di Pasqua?

Risposta: Salumi vari (prosciutto crudo, cotto, lombetto, salame, soppressata, capocollo, porchetta), torta al formaggio (o pasqualina) e, in alcune zone, torta al testo.

Cosa si mangia il sabato santo a Napoli?

Eccomi, nell'ombra di questa notte... Sabato Santo a Napoli... mi torna in mente...

  • Tortano. Sì, quello. Un ricordo di casa, sai? Quel pane rustico... che profumo intenso, pieno di promesse. Dentro, un tesoro di sapori.

  • Salumi, formaggi, ciccioli... e i piselli. Mamma mia, i piselli freschi, un tocco di primavera in mezzo al resto. Ricordo le mani di mia nonna, lente e precise, mentre preparava l'impasto.

  • La forma a ciambella. Dicevano che ricordava la corona di spine. Un simbolo strano, se ci pensi. Una cosa buona, per ricordare il dolore.

Aggiungo... ricordo una volta, da bambino, ho rubato un pezzetto di cicciolo dal tortano prima che fosse cotto. Che sgridata! Ma che buono era...

Cosa si mangia la domenica delle Palme a Napoli?

Sai, la domenica delle Palme a Napoli... un ricordo un po' sbiadito, ma che mi torna in mente così, a notte fonda. Quest'anno, da noi, si è mangiato un minestrone, quello della nonna, con finocchio selvatico raccolto da zio Antonio, sa? Quello con quel sapore così forte, che ti rimane attaccato al palato. Poi, pasta e fagioli, un classico, ma fatta come solo mia madre sa fare. Era un po' troppo brodosa, lo so, ma aveva quel profumo di casa, inconfondibile.

Ricordo bene le mani di mia nonna, che preparava i ravioli, questa volta di ricotta e spinaci. Non tanti, eh, solo una decina a testa, ma era una goduria. Secondo di agnello, cotto a fuoco lento... la carne si scioglieva in bocca. Dolce? Zeppole, naturalmente. Ma non quelle elaborate, quelle semplici, fatte con l'amore di mia zia Rosa. Quelle che ti lasciano un sorriso sul viso, persino dopo ore. E, poi, un po’ di pastiera, perché si sa, a Napoli si esagera sempre un po’.

  • Minestra di verdura (con finocchio selvatico)
  • Pasta e fagioli
  • Ravioli di ricotta e spinaci
  • Agnello al forno
  • Zeppole di San Giuseppe
  • Pastiera napoletana

Quest'anno, però, c'era anche un senso di vuoto, un po’ di malinconia. Zia Rosa non c'è più. E mi manca il suo sorriso, mentre impastava le zeppole, canticchiando una vecchia canzone napoletana. Mancano anche le risate di mio zio Antonio, i suoi racconti... e il profumo intenso del suo finocchio selvatico.