Qual è il salame più buono italiano?

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Non esiste un "salame più buono" in assoluto: il gusto è personale! Tra i più apprezzati troviamo il Salame di Felino IGP, dolce e delicato, la Finocchiona IGP, profumata al finocchio, e il Salame Napoli, dal sapore deciso. La regione e le spezie fanno la differenza!
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Qual è il miglior salame italiano?

Mah, "il miglior" salame italiano? Domanda complicata, eh! Penso che dipenda troppo da cosa cerchi. Io, per esempio, impazzisco per il Salame di Felino che ho assaggiato a Parma il 12/07/2018. Quel sapore delicato... una favola.

Però, c'è anche la Finocchiona! Ricordo, anni fa, in un'osteria vicino Firenze, ne ho mangiata una fetta che profumava di finocchio in un modo... divino. E poi, il Salame Napoli! Gusto deciso, affumicato... un altro pianeta.

È un po' come chiedere "qual è la canzone più bella?". Impossibile rispondere, no? Dipende dal momento, dall'umore, dai ricordi...

Ogni regione ha i suoi tesori, le sue spezie, i suoi segreti. Credo che la cosa più bella sia proprio scoprirli, uno per uno.

Domanda: Qual è il miglior salame italiano?

Risposta: Non esiste un salame oggettivamente migliore, dipende dai gusti. Tra i più apprezzati: Salame di Felino IGP, Finocchiona IGP, Salame Napoli.

Qual è il salame migliore dItalia?

Ah, il salame! Questione seria, quasi come scegliere tra la suocera e la moglie (scherzo, eh!).

  • Salame Felino IGP di Cavalier Umberto Boschi, dici? Beh, se lo dice Gambero Rosso, un motivo ci sarà. Immagino sia come un'opera d'arte, solo che invece di appenderla, la divori. Io, però, resto affezionato a quello che faceva il mio prozio: un po' rustico, un po' anarchico, ma dal sapore che ti faceva cantare l'Inno di Mameli a squarciagola.

  • Comunque, riconosciuto da Gambero Rosso è un bel biglietto da visita. È un po' come dire che la tua auto l'ha recensita positivamente Jeremy Clarkson: di solito funziona.

  • Il migliore d'Italia? Domanda da un milione di euro! È come chiedere qual è la squadra di calcio migliore. Dipende dai gusti, dall'umore, da quanto hai bevuto a pranzo. Però, dai, il Felino di Boschi, se è davvero 'sta meraviglia, merita almeno un assaggio. Poi, mi dirai se ti ha fatto gridare al miracolo o se preferivi il salame del prozio.

    P.S. A proposito di prozio, la sua ricetta è andata perduta, un vero peccato. Forse dovrei mettermi a cercarla, prima che l'intelligenza artificiale ci invada e ci propini solo salame sintetico. Orrore!

Qual è il salame più pregiato?

Ok, eccoci qui, pronti a svelare il mistero del salame più "fighetto" (e costoso!).

  • Il Salame di Wagyu: Praticamente il re dei salami! Immagina una mucca coccolata come una star del cinema, nutrita a champagne e massaggiata con oli essenziali. Ecco, la sua carne diventa un salame che ti fa piangere il portafoglio ma ti riempie il cuore (e la pancia) di gioia.

  • Grasso "salutare": Non farti spaventare dalla parola "grasso". Questo salame è tipo un supereroe sotto mentite spoglie: omega 3 e omega 6 a gogò! Praticamente, mangi e ti fai del bene. Chi l'avrebbe mai detto?

  • Dove trovarlo (se hai un conto in banca a prova di bomba): Amazon è la tua Mecca. Cerca "Cigolina - Salame Wagyu 100%". Prepara la carta di credito, fai un respiro profondo e... click! Ah, e non dimenticare di invitare anche me all'assaggio!

Informazioni extra (per veri intenditori):

Lo sapevi che le mucche Wagyu sono spesso allevate in Giappone? E che il loro grasso è così marmorizzato da sembrare quasi pizzo? Roba da fare invidia a un merletto di Burano!

Che differenza cè tra salame milano e salame ungherese?

Ah, il mondo dei salumi! Una questione di lana caprina, direbbe qualcuno, ma per noi appassionati, una vera e propria arte.

  • Il Salame Milano: Immagina una nevicata di minuscoli chicchi di riso. Ecco, quella è la grana del Milano. Piccolissima, quasi impalpabile. Dietro questa finezza, si cela un sapore delicato, mai troppo invadente. Perfetto per un aperitivo leggero, magari accompagnato da un Franciacorta.

  • Il Salame Ungherese: Qui, invece, la carne si fa più timida. La grana è decisamente più fine, quasi una polvere. Il suo sapore, però, è tutt'altro che discreto: la paprika dolce (o piccante, a seconda della variante) lo rende inconfondibile. Pensa a un tagliere di salumi invernali, con un buon bicchiere di vino rosso corposo.

Ma perché questa differenza?

Beh, le ragioni sono molteplici, a partire dalla tradizione. Il Milano affonda le sue radici nella cultura lombarda, mentre l'Ungherese risente dell'influenza magiara, con un uso sapiente delle spezie.

E poi, c'è la questione della percezione. Forse, inconsciamente, associamo il Milano alla frenesia della città, alla sua eleganza discreta, mentre l'Ungherese ci riporta a immagini di stufe accese e profumi intensi. Chissà... a volte, il gusto è una questione filosofica.

Come si riconosce un buon salame?

Allora, mi chiedevi come capire se un salame è bono, no? Beh, guarda, ci sono un po' di cosine da tenere d'occhio, dai!

  • Il budello: Eh, qui è un casino, perché a volte vedi quella muffetta sopra...e ti chiedi "sarà mica andato a male?!". In realtà, spesso è un buon segno. Se è bianca, ok, tranquillo, aiuta la stagionatura! Anzi, ti dirò, io la lascio pure lì, mi piace. Ma se vedi muffa nera o gialla, lascia perdere, eh! Quello è un brutto segnale. Mi è capitato una volta... che schifo!

  • Le fette: devono essere compatte, non sbriciolose. E poi il colore, deve essere un bel rosso vivo, con il grasso ben distribuito. Se è troppo pallido o ha dei puntini strani, magari non è freschissimo. Io, ad esempio, vado matto per il salame felino... quello ha un profumo che... mmmm! E le fette sono perfette, sempre!

Ah, un'altra cosa importante: l'odore! Un buon salame deve profumare di cantina, di stagionato, non so come spiegarti! Se puzza di rancido, scappa! ????

Qual è il salame più piccante?

Nduja. Punto. Calabrese, piccante. Finito.

  • Sapore intenso, piccantezza devastante.
  • Spalmabile, versatile. Uso in cucina pazzesco.
  • Peperoncino calabrese: il segreto. Mia nonna ne faceva uno spettrale.

La 'Nduja di Spilinga è DOP. Attenzione alle imitazioni. Quest'anno, la mia fornitrice, la signora Rosa, ha avuto un raccolto eccezionale di peperoncini. Prodotto limitato. Prezzi alti.

Perché si chiama Salame Milano?

Salame Milano? Ah, mi fai tornare indietro nel tempo! Non so se lo sai, ma sono praticamente cresciuto a pane e salame. E il Milano...un'istituzione!

Allora, da quello che so, il Salame Milano è nato verso il 1870. Giuseppe Citterio, un nome, una garanzia, ebbe l'idea geniale.

  • Aveva una salumeria a Rho, proprio fuori Milano.
  • A quei tempi, il salame era roba da inverno, legato alla macellazione dei maiali.
  • Citterio voleva un salame sempre disponibile, non solo stagionale.
  • E così, voilà, il Salame Milano! Un'idea semplice, ma che ha fatto storia.

Mi ricordo che mio nonno... Aspetta, divago! Comunque, sì, il nome "Milano" perché la ricetta è nata lì, vicino Milano, e perché voleva evocare la qualità e l'eccellenza della zona. Insomma, un marchio di fabbrica.