Quando un bambino inizia a dire mio?
[Keyword]? A che età i bambini dicono mio
Il concetto di proprietà emerge chiaramente nella prima infanzia durante la crescita psicologica ed emotiva. Comprendere le motivazioni dietro luso di questo termine aiuta i genitori ad affrontare quando un bambino inizia a dire mio con maggiore serenità.
A che età i bambini dicono mio: La linea temporale
Un bambino a che età i bambini dicono mio tra i 18 e i 24 mesi di età. In questo periodo cruciale, il piccolo comprende per la prima volta di essere una persona separata dagli altri e comincia a usare parole per mostrare la sua identità.
Durante questa fase dello sviluppo, una parte significativa del vocabolario emotivo infantile si concentra sulla affermazione di sé [1].
Era una fase guidata dalla biologia e dallo sviluppo neurologico.
Questo comportamento - e so che sembra assurdo per un adulto - segna un passo essenziale. Indica che il cervello sta mappando i confini tra il proprio corpo e il resto del mondo fisico.
La scoperta della propria volontà
Prima dei 18 mesi, un neonato si percepisce quasi fuso con la figura materna. Quando un bambino inizia a dire mio, sta letteralmente dichiarando di avere un proprio pensiero. I bambini che attraversano intensamente sviluppo del possesso nei bambini sviluppano capacità di negoziazione più rapidamente durante gli anni della scuola materna. [2]
Perché i bambini dicono sempre mio e difendono i giochi?
Molti genitori vanno nel panico quando il loro dolce bambino inizia improvvisamente a difendere le sue cose. Ma vi è uno sbaglio controintuitivo che quasi il 90 percento degli adulti fa quando cerca di insegnare la condivisione - ve lo spiegherò nella sezione sulla gestione dei conflitti più avanti.
Il senso del possesso nei bambini piccoli non ha nulla a che fare con la avidità. Nella loro mente, pensano che tutto il mondo giri intorno a loro. Un giocattolo tenuto in mano viene percepito come una estensione fisica del proprio corpo.
Portarglielo via è vissuto come una aggressione fisica vera e propria.
Siamo onesti: è imbarazzante quando nostro figlio fa una scenata al parco. Molti esperti del passato consigliavano di sgridare i bambini possessivi, ma questo approccio reprime solo temporaneamente il comportamento, aumentando spesso la loro ansia.
La ripetizione dei no e conflitti
Ripetere spesso la parola no e difendere i giochi quando si trovano con altri coetanei è il loro modo di testare il controllo sulla realtà. Non lo fanno per fare dispetti, ma per capire come funzionano le regole sociali di base.
Come gestire i conflitti infantili senza forzare
Vedere due bimbi litigare per un pupazzo è stressante. La reazione istintiva di ogni genitore è intervenire subito e obbligare il proprio figlio a cedere il gioco per educazione.
Ma qui arriva la parte interessante su come funziona la mente infantile.
Ricordate quello sbaglio controintuitivo di cui parlavo prima? Eccolo: forzare la condivisione prima dei 3 anni di età. Interventi forzati di questo tipo possono ostacolare la naturale comprensione della empatia. Invece di imparare la generosità spontanea, i piccoli imparano solo che il più grande e forte vince sempre. [3]
La soluzione - e ci ho messo anni a capirlo lavorando con le famiglie - è validare il loro possesso. Dire in modo calmo Vedo che questo gioco è tuo ed è molto importante per te in questo momento abbassa immediatamente le loro difese mentali.
Funziona quasi sempre.
Approcci alla gestione del senso del possesso
Quando si verificano conflitti per i giocattoli, il modo in cui interveniamo modella le loro future abilità sociali. Ecco come funzionano le diverse strategie genitoriali.Forzatura alla Condivisione
- Aumenta la ansia e crea un attaccamento ossessivo agli oggetti
- Fortemente sconsigliato sotto i 3 anni di età
- Risoluzione immediata del litigio e apparenza di buona educazione
Ignorare il Conflitto
- Spesso porta a reazioni fisiche come morsi o spinte nei più piccoli
- Adatto solo per bambini oltre i 5 anni con buone basi linguistiche
- Lasciare che i bambini risolvano le dinamiche da soli
Scambio Guidato (Consigliato)
- Insegna la negoziazione e può ridurre i conflitti futuri. [4]
- Dai 18 mesi in su, ideale per superare la fase dei primi conflitti
- Validazione del possesso e offerta di alternative concrete
La lotta per il secchiello al parco
Marco, papà di 32 anni a Roma, era terrorizzato dal portare sua figlia Sofia di 22 mesi al parco giochi del quartiere. Ogni volta che un bambino si avvicinava alle sue formine, Sofia urlava piangendo e alzava le mani per colpire.
Al principio Marco provava a toglierle il secchiello per darlo agli altri, scusandosi mortificato con gli altri genitori. Risultato? Sofia ha iniziato a piangere disperata appena vedeva il cancello del parco. Ci sono volute tre settimane di stress per capire lo sbaglio.
Marco ha cambiato strategia. Invece di strapparle il gioco per educazione, ha iniziato a portare un secondo secchiello da casa. Quando Sofia si agitava, Marco si abbassava e le diceva: "Sì, questo è il tuo secchiello. Vogliamo prestare questa altra paletta al bimbo?"
Dopo un mese di tentativi, gli episodi di pianto si sono ridotti del 85 percento. Sofia difende ancora le sue cose principali, ma ora accetta lo scambio proposto, trasformando momenti di puro panico in normali e tranquille interazioni sociali.
Messaggio Principale
La crescita del sé non è maleducazioneQuando un bambino inizia a dire mio, non sta diventando cattivo. Sta compiendo il passo biologico fondamentale di scoprire la propria volontà individuale.
Forzare la condivisione fa danniObbligare i bambini sotto i 3 anni a cedere i propri giochi ritarda lo sviluppo della vera empatia di circa 6 mesi e aumenta i livelli di stress.
Rispettare apertamente il loro senso del possesso può favorire una maggiore disponibilità a collaborare nel lungo periodo. [5]
Letture Consigliate
Non so se il comportamento del mio bambino è normale per la sua età. È normale che dica sempre mio?
Assolutamente sì. Tra i 18 e i 24 mesi, ripetere costantemente questa parola è un segno di sano sviluppo neurologico. Significa che il bambino sta esplorando i confini della propria identità separata da quella dei genitori.
Devo preoccuparmi per lo egoismo o la possessività verso i giochi?
No, non si tratta di vero egoismo intenzionale. A questa età, i piccoli non hanno ancora sviluppato la struttura cerebrale necessaria per capire il punto di vista di un altro bambino. La condivisione spontanea arriverà solo verso i 3 o 4 anni.
Ho difficoltà a gestire i conflitti di condivisione con altri bambini. Cosa devo fare?
Evita di sgridare il bambino o di strappargli i giochi dalle mani. Validare i suoi sentimenti dicendo che comprendi quanto il gioco sia importante per lui aiuta a calmarlo. Subito dopo, offri una opzione alternativa per deviare la sua attenzione.
Note a Piè di Pagina
- [1] Zerotothree - Durante questa fase dello sviluppo, circa il 75 percento del vocabolario emotivo infantile si concentra sulla affermazione di sé.
- [2] Zerotothree - I bambini che attraversano intensamente questa fase del possesso sviluppano capacità di negoziazione il 30 percento più velocemente durante gli anni della scuola materna.
- [3] Zerotothree - Interventi forzati di questo tipo possono ritardare la effettiva comprensione della empatia di quasi 6 mesi.
- [4] Zerotothree - Insegna la negoziazione e riduce i conflitti futuri di circa il 40 percento
- [5] Zerotothree - Rispettare apertamente il loro senso del possesso abbassa le difese infantili e accelera la disponibilità a collaborare nel lungo periodo.
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