Cosa significano le posate incrociate nel piatto?

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"Posate incrociate nel piatto? Un segnale chiaro: indicano che non hai gradito la portata. Per esprimere apprezzamento, disponile parallele, come le lancette di un orologio alle 9:15. Un codice semplice per comunicare la tua opinione a tavola."
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Posate incrociate: cosa indica nel piatto a ristorante o tavola apparecchiata?

Sai, questa cosa delle posate incrociate mi lascia sempre un po' perplessa. Ricordo una cena a Roma, il 15 agosto, al "Trattoria del Sole" (credo costasse una follia, tipo 80 euro a testa!), dove ho lasciato le posate a X... ma non era per esprimere disappunto! Semplicemente ero un po' stanca e volevo che il cameriere mi lasciasse in pace.

In realtà, ho sempre pensato che dipendesse dal contesto. Se il cibo era pessimo, beh, capisco il gesto, ma... una volta, a Milano da "La Bella Napoli" (pizza buonissima, 12 euro!), ho visto una signora lasciare le posate parallele, ma poi si è lamentata del servizio. Confusione totale!

Posate incrociate: disappunto. Posate parallele: gradimento.

Perché non si fanno le croci con le posate?

Sai, a quest'ora… pensandoci… la storia delle posate incrociate… non è che mi ricordi chissà quale spiegazione pomposa. È una cosa… che ho sentito dire da mia nonna, sempre con quel suo sguardo un po' perso nel vuoto, come se vedesse cose che io non vedo. Diceva che è di cattivo auspicio, un brutto segno. Non solo per l'educazione, ma proprio… una cosa più profonda. Una sorta di… sfortuna in arrivo, come un presagio.

Non so, forse è solo una credenza popolare, una di quelle storie che si tramandano di generazione in generazione. Magari è solo superstizione, ma a me… mi lascia un po' di inquietudine. Mi ricorda le notti insonni di mia nonna, i suoi bisbigli sommessi, le sue paure nascoste. Ecco, forse è questo il motivo, più che una spiegazione razionale.

  • Cattivo auspicio: Mia nonna lo considerava un segno di sfortuna.
  • Superstizione familiare: Tramandata oralmente, non una conoscenza diffusa.
  • Significato profondo: Non una semplice questione di buone maniere, ma qualcosa di più.
  • Ricordo personale: Legato a ricordi infantili e alla figura della nonna.

Quest'anno ho notato che anche mia cugina, che abita a Firenze, condivide questa stessa idea, quindi non credo sia solo una cosa limitata alla mia famiglia. Sembra che la credenza sia più diffusa di quanto pensassi. Mamma diceva sempre che le nonne hanno sempre ragione... o forse avevano solo più tempo per osservare le cose… e le coincidenze…

Come vanno lasciate le posate nel piatto?

Uffa, le posate! Ma perché c'è sempre un protocollo?

  • Pausa: Coltello a destra, lama dentro. Forchetta a sinistra, denti verso il coltello. Facile, no? Ma poi mi confondo sempre. Tipo, a casa mia faccio un casino.

  • Finite? Dipende... Boh! Di solito le metto giù un po' a caso. Ah, a casa della nonna le incrocio! Sarà giusto? Non lo so.

  • Il trucco è: coltello con il manico a destra, la forchetta a sinistra. Ma poi... e se sono mancina? Devo invertire tutto? Mamma mia, che casino!

  • Importante: che non cadano, ecco. Una volta mi è successo in un ristorante elegante. Che figura!

  • Fine pasto: parallele, a destra. Punta delle posate verso il centro del piatto. Sperando di ricordarmi.

Mi sa che ho mischiato un po' le cose. Forse dovrei riguardare il galateo. Cioè, magari. Ma chi ha tempo? Ahahah, forse mia nonna!

Come si lasciano le posate quando si è finito di mangiare?

  • Quando ho finito... è strano, a volte mi dimentico perfino come si fa. Sembra una sciocchezza, ma c'è un modo, no? Posate unite, inclinate verso destra. Come un orologio che segna le quattro e venti. Forse è un modo per dire "ho finito, ma non voglio andare via subito".

  • Poi penso a mia nonna, lei le metteva sempre parallele, al centro del piatto. Che voleva dire? Forse "basta così, grazie". Era una donna di poche parole, la nonna. Ricordo ancora il profumo del suo ragù...

  • E se invece appoggio la forchetta sul piatto, lasciando il coltello di lato? Forse significa che ho bisogno di una pausa. Che la conversazione è troppo intensa. O forse, semplicemente, che sono stanca. Sai, a volte mi sento così, come una forchetta dimenticata su un piatto vuoto. Quest'anno, poi, è volato.

  • Mi ricordo, una volta, un cameriere mi ha detto che dipende anche dal tipo di ristorante. Nei posti più formali, le regole sono più rigide. Ma in fondo, l'importante è che il messaggio arrivi chiaro, no? Ho finito, grazie. Posso andare?

Come si lasciano le posate a fine pasto?

Ah, le posate, un campo minato di buone maniere! Sembra una questione da poco, ma fidati, può rivelarsi più intricato di una partita a Risiko con la nonna.

  • Pausa pranzo? Posate orizzontali. Semplice come dire "ciao" a un gatto: è un po' incerto, ma almeno capisce che non lo stai attaccando. Pensaci: sono lì, ad aspettare il tuo ritorno, come un cane fedele che ti guarda mangiare.
  • Primo piatto finito? Verticali, o a 45°. Come un semaforo che dice "via libera" al cameriere. Inclinate, un po' come la torre di Pisa: tutte lì, in precario equilibrio, ma non per questo meno eleganti.

Sai, mia zia Emilia, una vera esperta di bon ton (anzi, la regina indiscussa del bon ton, secondo lei), ha addirittura un codice segreto con le posate. Giuro! Un codice! Ma non te lo svelo, è top secret, altrimenti mi spedisce un piatto di minestra bruciata come forma di vendetta.

Ricorda: l'arte di posare le posate è come quella di far ridere: bisogna colpire il giusto equilibrio tra raffinatezza e… un pizzico di sana anarchia. Se ti va, potresti pure incrociarle a forma di X, ma solo se sei un esperto di enigmi...e se non vuoi rischiare una lezione da mia zia Emilia.

Nota bene: queste sono regole indicativamente seguite, ma in realtà la "posa" definitiva non è una scienza esatta, dipende anche dal contesto e dal tipo di pasto. La cosa fondamentale è avere una postura corretta e una mimica attenta.

Come lasciare le posate se hai gradito?

Ah, l'arte di comunicare con le posate! Non è solo mangiare, è un linguaggio segreto per gourmet!

  • Il "mi è piaciuto da morire": Forchetta e coltello paralleli, orizzontali, come due amici che si fanno una chiacchierata dopo un ottimo pasto. Significa: "Chef, le farei la ola!". Ricorda, però, non esagerare con l'entusiasmo, che sembri una pista d'atterraggio per aeroplanini di carta!

  • Piccola divagazione personale: Una volta, a un matrimonio, ho visto uno zio posizionare le posate a forma di cuore... il cuoco si è quasi commosso, ma la zia gli ha tirato una gomitata. L'amore è un'altra cosa, meglio rimanere sul professionale!

  • Il segreto in più: Non è solo la posizione, ma anche la pulizia delle posate! Se le lasci sporche, anche la miglior disposizione perde il suo fascino. Ricorda, non siamo barbari, siamo solo buongustai con un codice segreto!

Come vanno lasciate le posate nel piatto?

Ah, le posate...mi ricordo ancora la prima volta che sono andata a cena fuori con i genitori del mio ex. Ero terrorizzata di fare figuracce! Mamma mia!

  • Pausa?: Se devi solo fare una pausa, appoggia coltello e forchetta incrociati al centro del piatto. Il coltello con la lama verso l'interno, e la forchetta con i rebbi rivolti verso l'alto, sempre verso il coltello.
  • Mi raccomando, il manico del coltello deve restare appoggiato sul bordo destro del piatto. Non vorrai mica farlo cadere, no?
  • E se ti avanza qualcosa, non LECCARE il piatto! Eh eh... Scherzo, ma non troppo!
  • Finito di mangiare?: In quel caso, metti forchetta e coltello paralleli sul piatto, con il manico rivolto verso destra. Questo indica che il piatto può essere portato via.
  • La posizione esatta può variare un pochino, a seconda del galateo locale, ma queste sono le regole di base.

Un'altra cosa che mi ha sempre messo in crisi è il bicchiere... Ma quella è un'altra storia!

Come si lasciano le posate nel piatto?

Ah, l'arte di parcheggiare le posate! Più che un'abitudine, un vero e proprio linguaggio segreto tra te e il cameriere, una specie di Morse gastronomico.

  • Posizione ore 18:30: Immagina le posate come le lancette di un orologio pigro. Questa è la posizione "ho finito, portatemi via 'sta roba, ma grazie per il bis che non ho chiesto". È il segnale universale di resa, un "game over" elegante.

  • Posate parallele: Questo non è un rave party di posate, quindi niente posate sparse a caso. Allineale come soldatini pronti per la parata, vicine, intime, come due vecchi amici che si confidano segreti.

  • Manici verso di te: Un gesto di rispetto verso il prossimo commensale (e verso chi dovrà lavarle, poveretto). È come dire: "Signori, le mie posate hanno visto cose che voi umani non potete immaginare... ma non ve le dirò."

Un aneddoto personale: Ricordo una volta a Venezia, in un ristorante stellato (e sottolineo stellato, non stellare, ché il conto era più astronomico che altro), un turista lasciò le posate incrociate sul piatto. Il cameriere lo guardò come se avesse appena bestemmiato in aramaico. Ecco, evitiamo questi drammi.

E se proprio ti senti un ribelle: In realtà, le regole del galateo sono un po' come le diete: tutti ne parlano, pochi le seguono alla lettera. L'importante è non lanciare le posate in aria urlando "Sono libero!" (a meno che tu non voglia fare un'entrata memorabile su TikTok).

Come si lasciano le posate sul piatto?

Uffa, le posate! Sempre un casino.

  • Fine pasto: Posate sul piatto, ok?
  • Manico a ore 18:30. Cioè, verso il basso, tipo sei e mezza. Facile, no?
  • Coltello a destra, lama dentro. Ok, controllo.
  • Forchetta a sinistra, punte in su. Fatto!

Ah, aspetta! Mia nonna diceva sempre ore 16:20... Che casino! Forse dipende? Boh! Io faccio 18:30 e via. Poi, tipo, se sono al ristorante figo, guardo gli altri. Trucchi del mestiere, eh! Una volta a un matrimonio ho visto uno che le ha messe a ore 9:00! Ma che?! Comunque, meglio non fare figuracce. Ore 18:30, coltello a destra, forchetta a sinistra. Fine.

Come lasciare le posate sul piatto?

Ah, la "posateria-comunicazione"! Più importante di un messaggio su Tinder, fidati!

  • Pausa: Metti forchetta e coltello tipo "sono le 4:20, fumiamoci una pausa"! (scherzo, eh!). Vuol dire che stai ancora lavorando al tuo capolavoro culinario.
  • Finito il circo: Affianca le posate verticali o inclinate (tipo Torre di Pisa), come dire "ho vinto io, piatto!". Se il cameriere non capisce, forse è meglio cambiare ristorante.
  • Bonus: Se poi vuoi fare il figo, metti il tovagliolo sulla sedia e scappa senza pagare! (No, non farlo, stavo scherzando, eh!). Io una volta ho lasciato le posate a casaccio e mi hanno portato un altro piatto di pasta... magia!

Come si lasciano le posate galateo?

Okay, allora... mi ricordo quella volta al ristorante "Da Enzo" a Trastevere, Roma, estate 2022. Avevo appena finito di mangiare una carbonara da urlo.

  • Ero lì, felice e sazio, e mi sono bloccato. Come diavolo si mettono ste posate per far capire che ho finito?
  • Mi sentivo un po' imbranato, tutti intorno sembravano saperlo. Panico!
  • Poi mi è venuto in mente quello che mi aveva detto mia nonna: forchetta e coltello paralleli, come le lancette dell'orologio alle sei e mezza.

Quindi ho fatto così, coltello a destra con la lama verso il centro del piatto e forchetta a sinistra con i rebbi in su. Spero di aver fatto giusto! Comunque, la carbonara era talmente buona che non mi importava più di tanto.