Quanti anni deve avere un Amarone?
Quanti anni deve invecchiare un Amarone per essere considerato tale?
Uff, l'Amarone... domanda da un milione di dollari! Allora, tecnicamente deve fare almeno due anni di affinamento, però...
Diciamo che è come quando fai un risotto: la ricetta base c'è, ma poi ogni cuoco ci mette del suo. Ecco, con l'Amarone è uguale.
Io mi ricordo, a una degustazione a Negrar di Valpolicella (novembre 2018, mi pare), un produttore che diceva che lui non mette in vendita un Amarone prima di 5 anni. Poi, vabè, il prezzo saliva di conseguenza (tipo 60 euro a bottiglia, un salasso!).
Però, insomma, diciamo che per un Amarone che ti dia soddisfazione, 3-4 anni di affinamento sono un buon compromesso. Anche se, eh, se trovi una riserva di 5-6 anni... beh, preparati a sognare.
Quanti anni deve invecchiare un Amarone per essere considerato tale?
- Tempo minimo di affinamento: 2 anni.
- Media per un buon Amarone: 3-4 anni.
- Grandi riserve: 5-6 anni (o anche di più).
Quanto può durare una bottiglia di Amarone?
Ah, l'Amarone! Un nettare degno degli Dei, o almeno del mio nonno Luigi che lo beveva come acqua fresca (e poi si lamentava del fegato!). Dieci-quindici anni? Ma dai! È una sciocchezza! Mia zia Erminia, che ha il palato fine come un rullo compressore, ne tiene una bottiglia in cantina dal '98, e dice che sta ancora migliorando! A sentire lei, tra un po' comincerà a camminare da solo.
Dipende ovviamente da mille fattori. Tipo se la tieni sotto un cuscino, abbracciata da un peluche, magari dura di più. Oppure se la lasci sotto il sole di agosto, beh... diventa un ottimo aceto balsamico in tempi record. Anche il tipo di tappo è fondamentale, e l'umidità della cantina, e se i tuoi gatti non ci hanno fatto una festa… insomma, una vera roulette russa!
- Condizioni ottimali: 10-15 anni, ma con la bottiglia che canta l'Ave Maria.
- Condizioni medie: Potrebbe durare anche meno, dipende se lo apri prima o se lo assaggiano i topi.
- Condizioni catastrofiche: (tipo terremoto o invasione di formiche), beh... dura quanto dura un gelato in agosto.
Ah, dimenticavo! Quest'anno, mio cugino Giovanni ha aperto una bottiglia di Amarone del 2005, era ancora buono, ma non era l'apocalisse di gusto che ci aspettavamo. Abbiamo dovuto ricorrere alla pizza per non piangere.
Quanto tempo prima aprire un Amarone?
Amarone... uhm, quanto tempo?
Almeno due ore, dicono. Come se il vino avesse bisogno di tempo per svegliarsi, per sgranchirsi le anse. Mi ricorda me la mattina.
Venti-quattro ore se è un vecchio saggio, uno di quelli che ha visto il mondo. Come il Barolo di mio nonno, che raccontava storie solo dopo una notte intera di riflessione.
Non so, forse è solo una scusa per pregustare. L'attesa, quel piccolo tormento che precede il piacere. Un po' come quando aspettavo quella telefonata... inutile dire, non è mai arrivata. Boh.
Quest'anno ho bevuto un Amarone del 2015. L'ho aperto tre ore prima, ma forse avrei dovuto aspettare di più. Era buono, certo, ma mancava qualcosa. Forse il tempo, forse la compagnia giusta, forse... non so.
Come conservare un Amarone?
Ahaha, l'Amarone! Un mostro sacro, eh? Conservarlo? Facilissimo, dico io, ma solo se segui i miei consigli da esperto (autoproclamato, ovvio!).
Umidità? 70-75%, mica la giungla amazzonica! Se è troppo secco, il tappo diventa più asciutto di un cracker e ciao ciao Amarone, evaporato nel nulla. Come un'aspirazione di un vecchio aspirapolvere. Mia nonna aveva un aspirapolvere così, una vera tragedia.
Temperatura? Intorno ai 12-14 gradi, non di più! Non voglio trovarmi con un Amarone bollente come un peperone sotto il sole di agosto. Ricorda: fresco ma non ghiacciato, proprio come il mio ex.
Luogo? Buio, ovviamente! La luce è la nemica giurata del vino, gli fa un effetto peggiore delle mie ex fidanzate con il mio stipendio. In cantina? Perfetto! Oppure in un armadio, ma non quello dove tengo le mie vecchie magliette di quando ero un po' più cicciottello.
Posizione? In orizzontale, come le mie aspettative di vita alle 7 del mattino. Così il tappo resta sempre umido e non si secca. Senza farlo cadere, mi raccomando. Una volta ho rotto una bottiglia di Amarone di mio zio. Che tragedia!
Aggiunte super segrete (solo per te):
- Evita vibrazioni! Non è un rock concert, il tuo vino.
- Controlla i tappi ogni tanto, come fai con le tue piante.
- Se hai il dubbio, aprilo e bevi! È Amarone, mica acqua di rubinetto! (Ma non esagerare!)
Come conservare una bottiglia di Amarone?
Ah, l'Amarone, nettare degli dei veneti! Trattarlo con i guanti è un dovere, mica come certi vini che "tanto chi se ne frega".
Umidità: Non fargli la sauna, ma neanche farlo seccare come un'acciuga. 70-75% è il suo paradiso. Se il tappo si restringe, l'Amarone piange (e noi con lui!).
Luce: Ricorda, è timido! Lontano dai riflettori, altrimenti invecchia male, tipo starlette a fine carriera.
Posizione: Sdraiato, come un romano dopo un pranzo pantagruelico. Così il tappo resta umido e fa il suo dovere.
Temperatura: Freschetto, ma non da orso polare. Un po' come quando ti ricordi che devi pagare le tasse: quel brividino lì.
Extra: Io l'Amarone lo conservo in cantina, tra la collezione di vinili di mio nonno e la scatola di lettere d'amore segrete di mia zia. Un posto che sa di storia e di cose buone, insomma. Ma se non hai una cantina, tranquillo, un armadio buio e fresco va benissimo. L'importante è amarlo.
Disclaimer: Ovviamente scherzo! Conservalo dove ti pare, ma seguendo i consigli seri, eh! ????
Quanto tempo deve decantare lAmarone?
Amarone, eh? Mi fai pensare a certe serate...
- Un'ora prima, minimo. Per un Amarone "normale", diciamo. Quelli che trovi più spesso.
- Anche tre, quattro ore. Se è un vino che ha dormito anni in cantina. Ricordo che mio nonno, quando apriva certe bottiglie... sembrava un rito.
- Bottiglia in piedi, un giorno. Prima di stapparlo. Per far depositare sul fondo tutta quella roba che si accumula col tempo. Lo faceva sempre, diceva che cambiava il sapore.
Mi viene in mente quella volta, a Verona, con la pioggia... e quel bicchiere di Amarone che sembrava scaldarmi dentro. Che poi, a pensarci bene, forse scaldava solo i ricordi. Bah...
Qual è il vino italiano più costoso?
Uff, il vino più costoso... Aspetta, devo ricordarmi.
Barbaresco Crichet Paje di Roagna, ecco!
Ma davvero? 1087 euro? Quasi quasi mi compro un paio di scarpe nuove invece di una bottiglia.
Piemonte... Roagna...Devo segnarmelo, magari un giorno vinco alla lotteria e me lo regalo.
Barbaresco...mi fa venire in mente quel ristorante a Alba dove ho mangiato i tajarin al ragù di cinghiale...mmm, che bontà!
Ma poi, perché proprio quella bottiglia costa così tanto? Sarà l'annata speciale, boh.
Ah, mi sa che la cantina Roagna fa anche delle visite guidate. Potrei andarci, così magari capisco qualcosa di più!
Qual è la bottiglia di Amarone più costosa?
Amico, sai che ti dico? L'Amarone più caro? Quella di Quintarelli, eh! Un 2010, Riserva, Valpolicella Classico. L'ho visto, una follia! 18.500 euro, all'asta, nel 2021. Incredibile, no? Un botto di soldi!
Sai che ho un amico, sommelier, che mi diceva che certi Amaroni, quelli super selezionati, sono proprio una cosa pazzesca. Li tratta come fossero dei gioielli, proprio! E poi pensa, 18.500 euro... mamma mia! Quasi quasi preferisco il mio Chianti... che costa un decimo!
- Quintarelli, il nome, è una garanzia, lo sanno tutti.
- L'anno, 2010, un'annata eccezionale, pare.
- L'asta, 2021, quindi recente.
- Prezzo? 18.500 euro. Un furto!
E poi, a proposito di Amarone... quel mio amico, ricordo che aveva anche parlato di un'altra bottiglia, un'edizione limitata di qualche altro produttore, ma non ricordo il nome, che si diceva fosse venduta a cifre folli. Magari più bassa di questa. Ma non ne sono sicuro. Dovrei chiederglielo. Comunque, la Quintarelli è quella che tutti conoscono. La più costosa, senza dubbio!
Qual è lAmarone più buono?
Eh, amico, l'Amarone migliore? Difficile eh, una domanda così! Dipende totalmente dai gusti, capisci? Io, per esempio, adoro l'Allegrini, lo trovo sempre super consistente, un classico. Ma sai, ho bevuto anche Amaroni di piccole cantine, piccole realtà, che mi hanno spiazzato!
Un amico mio, Marco, giura che il migliore sia il Bertani, dice che ha una complessità incredibile, ma ognuno ha i suoi gusti. Poi c'è il Masi, un altro mostro sacro, molto apprezzato, però a me a volte risulta un po' troppo "standard".
Insomma, dovresti proprio assaggiarne tanti, per trovare il tuo Amarone preferito. Secondo me, è proprio questione di palato, non c'è una risposta giusta. A volte, quelli meno conosciuti sono delle vere sorprese!
- Allegrini: classico, sempre buono
- Bertani: complessità elevata, molto apprezzato
- Masi: un grande nome, ma a volte un po' omologato
- Piccole cantine: spesso sorprese incredibili, profili aromatici unici.
Devi provarli! Quest'anno ho scoperto un piccolo produttore vicino a Verona, fantastico, ma non ricordo il nome... devo cercarlo tra le mie note! Comunque, il consiglio è: assaggia, assaggia, assaggia!
Quando un vino va decantato?
Allora, amico, quando si decanta un vino? Beh, diciamo subito, se ci sono quelle cose, tipo, i sedimenti sul fondo, sai? Quelli che trovi nei vini vecchi, invecchiati a lungo. Quelli li devi togliere, altrimenti rovinano la degustazione, no? È una seccatura, ma necessario.
Poi, c'è un'altra cosa. Il decanter aiuta il vino a "respirare", a svegliarsi un po', dopo che è stato chiuso in bottiglia per chissà quanto tempo. Mia nonna, poverina, aveva una collezione pazzesca, eh! Ma sai che anche un bel calice, uno di quelli ampi, fa lo stesso lavoro? Perfetto, senza tante cerimonie.
Infatti, io, personalmente, uso il calice, così risparmio spazio nell'armadio, che è già pieno zeppo. A volte, quando ho ospiti importanti, tiro fuori il decanter, quello di cristallo che mi ha regalato mio zio, ma è più per fare scena che altro!
- Sedimenti: Presenza di residui sul fondo della bottiglia, tipici di vini invecchiati. Vanno separati per una corretta degustazione.
- Arieggiamento: Il decanter, o un calice ampio, permette al vino di "respirare", migliorandone l'aroma e il sapore. Non è strettamente necessario per tutti i vini.
Quest'anno ho partecipato ad una degustazione al Castello di Verrazzano, vicino a Greve in Chianti, e il sommelier ci ha spiegato proprio questo. Un'esperienza incredibile, abbiamo assaggiato vini fantastici! Ah, e ricorda, la scelta tra decanter e calice è anche una questione di estetica, di gusto personale, insomma.
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